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Il lavoro al centro

Renzi lancia l’OPA sul Pd e apre al presidenzialismo

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Con una intervista fiume a Repubblica, Matteo Renzi prende il Pd per i capelli sperando che alla fine non anneghi, parla di "nuovo riformismo" e scarica Vendola ("ma teniamoci in contatto"), lancia l'OPA sui Democrats: un anno per rinfrancare il partito uscito tramortito dall'elezione del Presidente della Repubblica e ritrasformarlo come ai bei tempi di Walter in una forza a trazione maggioritaria.

L'avversario sul suo cammino ora si chiama Enrico Letta che potrebbe finire per prendere la staffetta da Bersani e l'incarico da Napolitano per formare il governo del Presidente. L'ipotesi Letta a Renzi non piace granché perché l'ambasciatore del dialogo con il Pdl fa parte, a livello generazionale, di quella classe dirigente che il sindaco di Firenze vuole rottamare. In questo, Matteo ha dalla sua giovani turchi e simpatizzanti di Grillo tutti ostili a un interim di Letta alla guida del Partito (ma c'è anche Rosy Bindi a contrastarlo).

Per Renzi il nome migliore da spendere per Palazzo Chigi sarebbe quello di Giuliano Amato, perfetto per tenere al loro posto i vecchi del Pd ormai sfiduciati dalla base e aspettare il nuovo voto rafforzandosi il più possibile, ma non è detto che se la situazione si complicherà Renzi non tenti il colpo di testa presentandosi già a questo giro come l'uomo in grado di guidare il Paese.  Intanto spara a zero su "l'infingardo" Beppe Grillo, contesta le contestazioni a Francheschini, dice ai suoi di non avere paura di Twitter e dei social network e che questi strumenti vanno usati per guidare il consenso non farsi trascinare dalla pancia e dagli umori della base.

Il programma del "Sindaco d'Italia" mette al centro il Lavoro, giudicato la prima emergenza del Paese ("Bisogna semplificare e sburocratizzare. Nei primi cento giorni di governo si semplifichi la normativa sul lavoro, si proceda con gli sconti fiscali per i neo assunti. La riforma Fornero è un papocchio, non ha agevolato alcunché"), ma anche, udite udite, il presidenzialismo ("Non so se quest'anno ce la faremo perché è una modifica costituzionale. Ma perché non coinvolgere direttamente i cittadini evitando questo tifo da stadio? Credo che non ci sia niente di male. Il sistema semipresidenzialista è un punto di riferimento di larga parte della sinistra. Perché non da noi?"). Tanta carne sul fuoco ma per adesso c'è da sbaragliare le ultime resistenze interne al Pd.
 

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