Home News Renzi, Letta non fa la rivoluzione. Meglio così

Se i "piccoli passi" crescono

Renzi, Letta non fa la rivoluzione. Meglio così

1
1

Che Matteo Renzi inizi a temere la concorrenza di Enrico Letta? Il sindaco d'Italia ieri ha definito il premier "un amico, solido, competente e grande ammiratore dell'Europa", aggiungendo però che siccome Letta sta in un Governo delle larghe intese "tutto quello che fa è pragmatico, non rivoluzionario".

A pensarci bene non è che Renzi dia proprio l'immagine del rivoluzionario che bandiera rossa alla mano conquista il Palazzo d'Inverno. Così come il prossimo probabilmente non sarà un Ottobre rosso. Per cui nella intervista alla tedesca Frankfurt Allgemeine Zeitung c'è forse un timore riflesso tra le pieghe della grande sicurezza che Renzi continua a mostrare in se stesso, quello che Letta regga e piaccia più del previsto agli italiani. 

Letta avanza "a piccoli passi" ma non sarà che proprio questo gradualismo, quei risultati inattesi portati a casa da Bruxelles, e il fatto che a destra qualcuno cominci a guardare al premier non come un pericoloso comunista ma come una figura protagonista in grado di arginare i Vendola e i Grillo, tutto questo insomma alla fine non preoccupi Matteo?

Sarà per questo che il sindaco d'Italia ha preso a diffidare della ipotesi avanzata nel Pd di distinguere tra premiership e segreteria del partito decisa dalle Primarie? "Chi vince le primarie sia candidato premier. Non vorrei diventare capo del Pd per cambiare il partito, ma per cambiare l'italia", ha detto Matteo. Ma più passa il tempo più "l'amico" Letta si rafforza. E con lui lo schieramento trasversale che lo sostiene.

 

 

  •  
  •  

1 COMMENT

  1. Dubbi
    Scusate, c’entra nulla con l’articolo (interessante, comunque). Sentivo di Napolitano che oggi esaltava il ruolo del governo italiano nel cambio di indirizzo della politica economica europea (dalla austerità allo stimolo). Ma si tratta dello stesso Napolitano che, un paio di anni fa a quest’ora, già tramava, noi tutti intenti a spalmarci l’abbronzante, per l’insediamento di Monti a Palazzo Chigi? Allora il Presidente si beò delle sviolinate rivoltegli per aver trovato l’uomo in grado di regolare questo Paese di senza Dio (tramite prolungato azzerbinaggio alla mastina d’oltralpe); adesso, invece, egli si schiera dalla parte di chi, con muscoli per la verità flaccidini, tenta di far valere la voce del Paese nel consesso continentale, cercando di liberarci dalla morsa dell’austerity. La confusione è tanta ed è per questo che oso rivolgermi direttamente all’inquilino del Colle: si può sapere, egregio Presidente, quali siano le sue reali convinzioni in tema di politica economica?

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here