Renzi, regole chiare per le Primarie
10 Giugno 2013
di Redazione
"Non so se mi candido. Il modo migliore di fidarmi è che non cambino le regole delle primarie. Grillo? Sta sull’albero a cantare". E’ un Matteo Renzi soddisfatto quello che si prende la scena in prima serata a Piazza Pulita, senza avanzare ufficialmente la sua candidatura a segretario del Pd ma esortando il reggente a Epifani a fissare una data certa per il Congresso democrats, mentre sono rasoiate ironiche quelle riservate a Stumpo e all’entourage bersaniano sulle regole delle primarie passate. Proprio sulle regole di partecipazione alle primarie, insomma, stavolta Matteo vuole andarci con i piedi di piombo. "Abbiamo vinto sul Pdl in retromarcia. Loro perdono voti anche con Berlusconi. Qui vince chi perde meno. Ma se arriva chi muove il paese, si torna a votare", dice. Tanta è la capacità di seduzione del Sindaco di Firenze che perfino il pubblico di Piazza Pulita, spesso plaudente verso l’antipolitica, stavolta ascolta e applaude con convinzione, quando si parla si sburocratizzare l’Italia, di pensare alla crisi economica prima che alle riforme costituzionali, di progetti futuri. Renzi parla all’elettore del Pd meno deluso dei mesi scorsi, a spezzoni del Pdl quando evoca il mondo della piccola e media impresa che non ha aiuti di stato (o quando mette in discussione strumenti come la cassa integrazione), all’elettorato cattolico citando Francesco primo e ai grillini delusi da Grillo con la promessa che lui oltre la rottamazione ha già in mente la ricostruzione. "Vorrei che il mio partito non esultasse solo per le amministrative ma che vincesse alle politiche", aggiunge. E’ il suo momento, quando mai non lo è stato negli ultimi tempi, ma senza strafare perché "davanti a tutto metto l’interesse degli italiani ed essendo italiano spero che Letta riesca nella sua missione".
