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Renzi rottama la rottamazione, “Berlusconi ha preferito Letta”

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Renzi rottama la rottamazione e racconta la sua versione sulla nascita del Governo Letta. "Oltre la rottamazione. Nessun giorno è sbagliato per provare a cambiare" è il titolo del libro presentato al Salone di Torino dal sindaco di Firenze. Editore Mondadori.

Spiega Renzi: "Avessimo utilizzato un'altra espressione, probabilmente non avremmo avuto la visibilità ottenuta con 'rottamazione', ma è anche vero che in una comunità come quella italiana, dove il 70 per cento della popolazione è over 40, forse l'impatto è stato eccessivo. Ho impaurito. Dunque ho sbagliato". Renzi ricorda la formazione del governo, l'ipotesi circolata prima della nomina del vice di Bersani quando circolava il suo nome, fa sapere di aver ricevuto non pochi endorsement, dai "giovani turchi", dai sindaci del Pdl, da leader "esperti" come Veltroni e Casini (gli ex da rottamare). Furono i suoi a metterlo in guardia: "Matteo, è un trappolone".

Poi ricorda di aver incontraro Enrico Letta: "Ci parliamo, guardandoci in faccia: chiunque sarà il candidato avrà il totale appoggio dell'altro". E ancora:  "Basta con il derby dei personalismi per cui siamo tutti amici e poi basta girare per trovarsi una coltellata alle spalle. Anche questo è frutto della rottamazione: si può collaborare, a viso aperto. Anziché farsi la guerra di soppiatto". Dopo l'incontro con Letta, Matteo chiama Alfano, che gli passa Berlusconi, il quale avrebbe spiegato di preferire Letta o Amato al sindaco di Firenze.

"C'è un problema di vocali, insomma: volevo prendere il voto dei delusi di Berlusconi, arrivo a prendere il veto. E' un'apofonia vocalica che non costituisce per me motivo di delusione, ma di divertita soddisfazione". "Cosa mi rimane di queste settimane così intense? Mi rimane la politica. Che è dignità, sudore, coraggio. Mi rimane, soprattutto, il sapore del vento in faccia. Quell’esperienza che può capire soltanto chi ama rischiare, chi non vive rassegnato e rannicchiato alle spalle dei potenti. E mi rimane il gusto della sfida. Oggi è possibile andare oltre la rottamazione. E forse è necessario. Perché, finalmente, l’Italia torni a fare l’Italia".

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