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Renzi, Sacconi (Ncd): associazioni freno alla disgregazione e alla solitudine

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Secondo Maurizio Sacconi, presidente dei senatori del Nuovo Centrodestra: "Il presidente del Consiglio è sembrato - nel colloquio con Fazio - confondere la doverosa autonomia decisionale del governo e l'implicito superamento della logica concertativa che ha spesso rappresentato un freno alla modernità con la negazione del ruolo che svolgono le associazioni rappresentative dei lavoratori e degli imprenditori. Una cosa infatti è la critica a specifici indirizzi o comportamenti di questa o quella organizzazione, perché non tutti sono o sono stati uguali. Basti pensare alla coraggiosa assunzione di responsabilità delle organizzazioni che condivisero il blocco della Scala mobile nel 1984, la poderosa manovra economica di Amato nel 1992, la legge Biagi nel 2002. E agli errori che, invece, hanno compiuto coloro che si sono sottratti a quelle responsabilità o che hanno opposto ottuse resistenze a cambiamenti che poi sono diventati patrimonio di tutti. Altra cosa è sottovalutare l'associazionismo come ricchezza della nazione. In una società sottoposta quotidianamente  a traumatici cambiamenti è importante che il pensionato, il lavoratore, il disoccupato, l'imprenditore non si trovino soli soprattutto nel rapporto con il potere pubblico, che ha il dovere di decidere ma prima di farlo anche di ascoltare, evitando gli errori che la presunzione della razionalità tecnica ha fatto compiere anche in epoca recente. Non a caso Renzi trova qualcosa di buono anche in Landini, nonostante, con la scienza esatta del senno di poi, possiamo dire che se i lavoratori di Pomigliano o Mirafiori l'avessero ascoltato, oggi sarebbero disoccupati"

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