Renzi soffre di “riforma precox”

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Renzi soffre di “riforma precox”

30 Maggio 2013

Matteo Renzi continua a fare il Pierino delle larghe intese. "E’ una barzelletta" che lui voglia far cadere il governo. Dice di non voler mettere fretta a Letta. Ma la mozione Giachetti è stato solo il primo petardo lanciato in classe prima delle vacanze estive, quando complice l’aria feriale ci sarà tempo per buttare altra benzina sul fuoco. D’altra parte anche oggi Renzi è tornato a farsi sotto, "Servono le riforme," ha spiegato come se ce ne fosse ancora bisogno, "ma non dobbiamo accontentarci di un esecutivo che vivacchia". Il mito della velocità e del faccio tutto io – adesso! – a quanto pare continua anche dopo le primarie e la campagna elettorale. Ieri però non si discuteva di provvedimenti ordinari, si è parlato di cambiare la Costituzione, e almeno un po’ di tempo speriamo che il parlamento se lo prenda vista la straordinarietà di un evento del genere. "Lunghe attese", ironizza Renzi, tifando per una riforma precoce. Ma quando parla di presidenzialismo, come ha fatto evocando il modello "Sindaco d’Italia", dovrebbe fermarsi un attimo e tirare il fiato, esponendo meglio le sue idee sul modello semi-presidenziale alla francese e i suoi criteri di applicazione in Italia. Bella la risposta di Epifani, caro Mattero "far bene è meglio che far presto".