Renzi sull’Italicum: non ci sono i numeri per modificarlo. Dimissioni segretario? Non ci penso proprio

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Renzi sull’Italicum: non ci sono i numeri per modificarlo. Dimissioni segretario? Non ci penso proprio

Renzi sull’Italicum: non ci sono i numeri per modificarlo. Dimissioni segretario? Non ci penso proprio

04 Luglio 2016

Parla innanzitutto di Dacca, Matteo Renzi. Ma, alla vigilia della direzione Pd, il discorso, nell’intervista di Maria Latella su Sky Tg24, si sposta subito sulle polemiche italiane. E sull’italicum dice: “Non vedo in Parlamento una maggioranza per una legge alternativa”. La novità degli ultimi giorni è infatti la retromarcia dei Cinque Stelle che, pur continuando a contestare l’Italicum, insorgono contro qualsiasi ipotesi di modifiche.

Quello che però attende il premier nelle prossime settimane è un cammino in salita. Deve affrontare le opposizioni che gli daranno battaglia sul referendum, deve calmare la fronda interna al Pd che dopo il flop elettorale vuole un suo passo indietro da segretario e, soprattutto, deve mediare con i partiti di maggioranza per tenere i numeri di governo.

Per Renzi non è un bel periodo. I sondaggi lo vogliono in caduta libera.  Ma Renzi non intendere cedere di un passo: “Il dibattito nel Pd sul doppio ruolo di premier e segretario del partito è lunare. Nel resto dell’Europa il capo del primo ministro è il premier, solo in Italia non è stato così per anni”.

E, se il fronte interno è caldo, lo scontro con le opposizioni è rovente. Secondo i sondaggi, il fronte del “no” al referendum sulle riforme costituzionali è in netto vantaggio. Lo stanno cavalcando i grillini e il centrodestra. Eppure conferma che la consultazione si terrà tra il primo e il 30 ottobre. Nessun rinvio, insomma. “Vorrei farlo il prima possibile…”dichiara- “Non è su di me o su qualcun altro, anche se sono pronto a trarne le conseguenze”.

Negli scorsi giorni un’intervista a Confalonieri ha aperto un dibattito in Forza Italia su un eventuale appoggio a Renzi. Ma per il premier, al momento, nega che ad oggi ci sia la possibilità di rinnovare il patto del Nazareno. “Lo ha rotto Forza Italia perché non voleva votare Sergio Mattarella – dice il premier – credo che allora Berlusconi fece un errore”.