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Renziani contro Monopoli sono come Fonzie senza il chiodo

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Renziani e Pd contro il "Monopoly". Nel nuovo gioco da tavola della Hasbro alle celebri casette di Parco della Vittoria si sostituiscono pacchetti azionari e finanza creativa. Così i parlamentari piddini prendono carta e penna e scrivono all'ambasciatore a Roma, Phillips, chiedendo spiegazioni e che Obama intervenga per fermare il gioco "diseducativo".

"Si passa dall'acquisto di immobili alla speculazione in Borsa e inoltre, novità decisamente preoccupante, sarebbe stata abolita la casella della prigione", dicono, tanto per non sfuggire alla linea del piave legalitarista che contraddistingue il Pd nella sua fase traghettante e pre-voto decadenza. Tra i firmatari, Anzaldi, Berlinghieri, Biffoni, Bobba, Bonaccorsi, e altri.

"Mentre la Casa Bianca, con realismo e saggezza, pone l'accento contro le frodi dei titoli e gli abusi degli strumenti finanziari," scrivono ancora, "il 'Monopoly', gioco che da generazioni alfabetizza i giovani sui meccanismi del liberto mercato", nientemeno, alfabetizza, "si torna a esaltare la turbo economia che ha aperto la crisi finanziaria 2008, con il messaggio diseducativo che, in caso di violazione delle regole, non si viene neanche puniti. Contrariamente a quanto accade in realtà negli Usa dove l'illecito in Borsa è punito anche con il carcere".

Infine l'ode agli Usa "faro sulle tutele ai consumatori", e l'invito "a valutare eventuali provvedimenti delle autorità competenti o comunque una posizione critica sul nuovo Monopoly, gioco distribuito in tutto il mondo e quindi anche in Italia". I firmatari dell'appello a nostro parere devono aver sbagliato Paese. Non sono le democrazie capitaliste che si intromettono nei piani di un'azienda di giocattoli che guarda al profitto più che ai messaggi educativi. Questi ultimi li lasciamo ad altre forme di governo costruttiviste.

Aggiungiamo che, sempre a nostro modesto parere, la "esaltazione" del "turbo capitalismo" è un po' fuori tempo massimo visto che ormai i reduci di Wall Street stanno lì con le manine giunte a chiedere che lo stimulus della Fed si perpetui, avendo visto quanto fa comodo ed essendosi abituati altrettanto bene.

Altro che Gordon Gekko. Rispetto a Obama infine, "al realismo e alla saggezza" del presidente Usa, invitiamo i sottoscrittori dell'appello a leggere gli ultimi dati sulla disoccupazione diffusi ieri da Gallup. Si accorgeranno che il modello parastatalista messo in piedi dal Presidente per salvare l'economia Usa, checché ne dicano i giornali, continua a mostrare segni preoccupanti di cedimento. 

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