Rifiuti. Ancora tensioni per le discariche, proteste a Terzigno

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Rifiuti. Ancora tensioni per le discariche, proteste a Terzigno

17 Ottobre 2010

Continua la protesta dei comitati civici che si oppongono all’apertura di una seconda discarica nella ex cava Vitiello a Terzigno, nel Napoletano. Continua anche il tentativo di blocco degli auto compattatori diretti allo sversatoio già esistente nella ex cava Sari sempre a Terzigno dove sversano i loro rifiuti decine e decine di comuni, compreso la città di Napoli.

Ormai sono centinaia i camion che durante tutte le 24 ore, attraversano i centri abitati del vesuviano per andare a sversare nella discarica di Terzigno. Questo dopo che il prefetto di Napoli ha revocato l’ordinanza dei sindaci vesuviani che imponeva il transito dei camion solo nelle ore notturne. Da venerdì sera, alla protesta si è unita anche la musica popolare delle tammorre vesuviane. I gruppi civici, oltre all’assembramento sulla strada che conduce alla discarica, terranno un concerto allo scopo di attrarre altra gente e per rendere ancora più plausibile l’assoluta pacificità del blocco agli automezzi. L’azione dei gruppi civici mira a coinvolgere nelle manifestazioni contro l’apertura della seconda discarica, fasce più ampie della popolazione locale. Apertura che purtroppo è ritenuta necessaria in quanto le cinque discariche regionali attive saranno esaurite entro il 2012. Il fatto che ci vorranno almeno tre anni per costruire i due nuovi termovalorizzatori programmati lascia poco spazio alle trattative. Domani lunedì si svolgerà una conferenza dei servizi al Comune di Terzigno con Arpac, Asl, Asia, Provincia di Napoli per affrontare la situazione diventata ormai insostenibile per tutti.

Nel frattempo, è confermato per venerdì prossimo amministratori e cittadini dei comuni vesuviani si recheranno a Roma per una manifestazione contro l’apertura della seconda discarica di Terzigno e per i disagi provocati dal primo sito, già operativo. I sindaci dei comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Trecase e Terzigno, coinvolti nella protesta l’hanno annunciato nei giorni scorsi. I rispettivi sindaci, Gennaro Langella, Agnese Borrelli, Gennaro Cirillo e Domenico Auricchio hanno, in un manifesto, sintetizzato le ragioni di questa decisione: “Abbiamo aspettato che Berlusconi venisse da noi come promesso. Non l’ha fatto ed adesso andremo noi da lui”. Innumerevoli volte questi amministratori locali si sono fatti portavoci del grave stato ambientale del territorio che amministrano.

Intanto le proteste in corso nel vesuviano, che vanno avanti ormai da tempo, creano non pochi problemi specie nella città di Napoli. Nelle strade del capoluogo campano sono rimaste a terra ancora incolte oltre 150 tonnellate di rifiuti urbani. In una nota l’assessore comunale all’Igiene Urbana, Paolo Giacomelli ha rivelato che: “Le zone dove vi è presenza di cumuli sono Miano, Mercato, Avvocata, Montecalvario. Questi problemi sono dovuti in primo luogo alle difficoltà di smaltimento, sia nella discarica di Chiaiano dove sono in corso lavori di assestamento, sia nella discarica di Terzigno dove le manifestazioni in corso rallentano le operazioni di conferimento”. “ A queste difficoltà si associano poi, il ridotto funzionamento degli impianti STIR di Giugliano e Tufino”, ha spiegato l’assessore Giacomelli. Ieri nell’area dei comuni vesuviani si sono registrate diverse proteste e denunce di malori dopo che per diverse ore un odore nauseabondo aveva invaso l’abitato in un’area di diversi chilometri. La puzza proveniente dalla discarica Sari.

La mobilitazione permanente in corso a Terzigno ha portato ieri al blocco di sei autocompattatori diretti alla discarica Sari in via Zabatta. Un blocco è scattato dopo che i manifestanti hanno notato del liquido uscire dai camion. Il timore è che si potesse trattare di percolato. Tre dei camion bloccati sono stati poi, posti sotto sequestro dalla polizia municipale dopo che ha effettuato una serie di verifiche sulla regolarità dei mezzi con le norme in materia di assicurazione e sul bollo di accompagnamento che deve accompagnare il trasporto dei rifiuti. I camion facevano parte di una colonna più folta. Il resto dei mezzi ha fatto dietro front per non incappare nel blocco stradale. Il liquido che fuoriusciva dai cassoni sarà sottoposto ad esami.