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Rifiuti, business da 6 milioni di euro

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Immaginare le nostre città senza montagne di rifiuti sarebbe come pensare Napoli senza il Vesuvio. Ci abbiamo fatto talmente l’abitudine che ci meravigliamo quando agli angoli delle strade non vediamo cumuli di sacchetti imputriditi e puzzolenti.

  Lavorano tutti per una grande azienda che si chiama “ecomafia”. Strangolano l’ambiente fino al collasso perché così riescono a portare a termine affari con parecchi zeri.

Basta pensare che per il tredicesimo anno consecutivo la Campania è stata la regione italiana con il più alto numero di reati ambientali. Le forze dell’ordine hanno accertato 3169 infrazioni ambientali e denunciate 2782 persone, ossia la media di otto al giorno. Stando a questi dati forniti dalle forze di polizia, si capisce che attorno ai rifiuti lavorano non meno di 3000 persone, tra manovalanza criminale, boss, gestori di discariche, proprietari terrieri e appaltatori di servizi di nettezza urbana. Al ritmo di un reato ogni tre ore questa gente ha reso il nostro ambiente invivibile. Ormai non è più una sensazione: nella nostra provincia si muore di tumore quasi il doppio rispetto alle altre province. L’incidenza tumorale è stata certificata dall’atlante mondiale della sanità e da molti esperti epidemiologi che hanno confermato l’incremento di allergie, tumori alla pelle ma soprattutto leucemie e tumori al polmone. Ogni respiro fatto tra immondizia incenerita e smog cittadino ci costa carissimo in termini di longevità. Questo perché la provincia di Napoli è quella più infestata da crimini ambientali. Sono 1087 le infrazioni accertate soltanto nell’hinterland napoletano che riesce a mantenere questo primato anche per quel che riguarda gli abusi edilizi.

E’ stato stimato che in provincia di Napoli bastano nove giorni e nove notti per realizzare una villetta monofamiliare completa di tutto: impianto elettrico, pavimenti ed idraulica. E a nulla servono i sequestri delle forze dell’ordine.

In un rapporto stilato da Legambiente sulle ecomafie in Campania, è però emerso che l’attività criminale si concentra fortemente sul ciclo rifiuti. Ed è un’attività che si plasma molto velocemente riuscendo in molti casi a rispettare anche i parametri delineati dalla legge. La criminalità ha osservato che nei prossimi anni l’adeguamento e la riorganizzazione del ciclo rifiuti muoverà qualcosa come 4,5 milioni di euro. Troppi soldi per  passare inosservati.

Ciò che preoccupa gli inquirenti è che l’ingresso di questa gente nel circuito legale dei rifiuti, renderà sempre più difficile capire in che modo vengono gestite le discariche e in che modo vengono trattati i rifiuti.

Il dato più sconvolgente è che le organizzazioni camorristiche riescono a gestire non solo il traffico illecito dei rifiuti ma anche il rientro dalle emergenze rifiuti. In pratica la camorra ci guadagna sia quando si raccolgono i rifiuti, sia quando vengono lasciati per strada. In quest’ultimo caso l’affare grosso si chiama “discarica abusiva”.

Nell’ultimo anno sono state 140 le discariche abusive sequestrate, eppure fa pensare il fatto che di queste mai nessuna sia stata bonificata. La stessa Legambiente ha stimato che negli ultimi due anni oltre 10 milioni di tonnellate di veleni sono stati infiltrati nelle campagne nostrane. “Le conseguenze di questi crimini - dicono - si noteranno solo tra qualche anno quando le intossicazioni alimentari e le patologie aumenteranno in maniera esponenziale”.

Nel quadro complessivo, non possono mancare i politici che se non proprio complici del sistema, sono certamente “comparse distratte”, come li ha definiti Michele Buonomo, presidente di Legambiente in Campania, di cui è molto piaciuta un’espressione con cui ha concluso un convegno sulle ecomafie a Frattamaggiore: “Il nostro territorio è inquinato moralmente dalla camorra e fisicamente dai rifiuti tossici, un territorio dove si muore lentamente; omicidi bianchi di una criminalità imprenditrice che usa i veleni e i camion al posto delle pistole”.

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1 COMMENT

  1. questo articolo rispecchia
    questo articolo rispecchia esattamente la realtà a napoli e quello che viviamo noi ogni giorno ormai da anni. complimenti a chi l’ha scritto e chi ha avuto il coraggio di pubblicarlo

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