Rifiuti: la retorica di Napolitano e il monito di Bruxelles

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Rifiuti: la retorica di Napolitano e il monito di Bruxelles

03 Gennaio 2008

I rifiuti “ripuliscono” la piazza: un 2008 senza passerelle governative. Da Bruxelles nuovo monito per la crisi campana. L’ennesima emergenza rifiuti a qualcosa è servita. Finalmente ha risparmiato la parata dei politici nella festa in piazza. Scambiato come il luogo dove promuovere la propria immagine e autocelebrarsi, il Capodanno di piazza del Plebiscito ha pagato ogni anno dazio ai suoi governanti. Quest’anno niente, tutti in fuga dal Plebiscito.

La Iervolino ha preferito il brindisi privato, Bassolino, dopo l’ultima infausta esperienza condita da fischi, ha preferito dileguarsi; il presidente della Provincia, Di Palma, si è allineato alla scelta dei suoi sodali, sebbene sia il meno colpevole per la situazione rifiuti, ed ha evitato di trasformarsi in un facile bersaglio pagando per tutti.

Per la prima volta, dunque, il sindaco e il governatore sono mancati all’appello ed il ringraziamento reiterato agli amministratori locali da parte degli artisti assoldati per allietare le ultime ore del 2007 e l’alba del nuovo anno, non sono stati sufficienti a spegnere il rischio di una veemente contestazione.

Bassolino, in particolare, i fischi di piazza Plebiscito li ha conosciuti di recente, mentre la Iervolino ha ammesso, partecipando alla marcia della pace del primo dell’anno, le ragioni di quella assenza: “è stata una scelta. C’era una situazione di tensione tra la gente nei giorni scorsi, ma a me e Bassolino è dispiaciuto non esserci”.

A San Silvestro, invece, si è fatto vedere il presidente Napolitano. Solito caffè al Gambrinus, per un passaggio che è diventato una consuetudine per i capi di stato italiani. La visita, strettamente privata, non ha però tolto il velo di imbarazzo che contraddistingue le visite presidenziali. Napolitano non fa altro che propinare parole scontate, luoghi comuni, inviti alla speranza ed al riscatto

Ma come si può solo lontanamente paventare un riscatto se i principali responsabili dell’affossamento della regione sono ancora ai posti di comando? Come è possibile auspicare una rinascita se si vive nell’immobilismo da oltre un decennio? Parole inutili, dunque, con citazioni e riferimenti che ci potevano tranquillamente essere risparmiati.

Inflessibile, invece, giunge il monito dell’Unione Europea. Da Bruxelles, il portavoce del commissario Ue all’ambiente, Stavros Dimas, ha ammonito: “Seguiamo molto da vicino la situazione in Campania, e nei prossimi giorni valuteremo se prendere nuove decisioni e adottare nuove misure”.

La Dimas ha ricordato come l’esecutivo europeo abbia già aperto una procedura di infrazione contro l’Italia, rea di non aver seguito le indicazioni comunitarie in materia di smaltimento dei rifiuti. Col rischio di dover pagare nuove multe salatissime e di perdere i finanziamenti comunitari.

La cronica crisi dei rifiuti che attanaglia la Campania era finita nuovamente nel mirino di Bruxelles lo scorso giugno, quando la Commissione Ue si disse scioccata dalle immagini televisive che mostravano le strade di Napoli invase dall’immondizia e i cittadini disperati che davano fuoco a cumuli di rifiuti.

Di qui l’accusa all’Italia di non fare abbastanza per risolvere “un problema che crea rischi di diffusione di malattie e di inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo e che dunque desta gravi preoccupazioni per la salute umana e per l’ambiente.

Per Bruxelles, in particolare, “gli impianti regionali per lo smaltimento dei rifiuti sono inadeguati, in palese violazione degli obblighi comunitari previsti nella direttiva quadro sui rifiuti. Per questo all’Italia si chiede di agire prontamente per adeguarsi e rimettere in efficienza gli impianti.

A distanza di sei mesi, però – si lamenta negli uffici della Commissione Ue – Bruxelles è ancora in attesa di una risposta da parte del governo italiano. Mentre è ormai scaduto il termine del 24 dicembre fissato per l’attuazione del decreto varato lo scorso giugno che prevede un piano per l’apertura di nuove discariche. Napoli affoga in tutti i sensi: nei rifiuti; nella diossina sprigionata dai roghi; nell’arroganza e nella retorica politica. Ma nessuno pagherà.