Rifiuti. Stop a Cava Sari, riapre il fronte nel Napoletano

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Rifiuti. Stop a Cava Sari, riapre il fronte nel Napoletano

14 Novembre 2010

È durato lo spazio di due settimane l’accordo sottoscritto alla presenza del premier Berlusconi la sera del 29 ottobre dai sindaci del Vesuviano. Lo stop inferto dall’ordinanza del sindaco di Terzigno Domenico Auricchio impedirà, a meno di revoca da parte della Prefettura di Napoli, che si continui a sversare a Cava Sari. E così, mentre Napoli, grazie alla mano tesa dalle province di Avellino, Salerno e Caserta, potrebbe guardare con un minimo di fiducia ai prossimi giorni, la situazione potrebbe tornare esplosiva nei 18 comuni del Vesuviano che, in virtù dell’intesa, sversavano nella discarica di Cava Sari. Una novità che rischia di incidere su una situazione già precaria.

"Ho firmato l’ordinanza perché ho il dovere di tutelare la salute dei miei concittadini". Così il sindaco di Terzigno, ha spiegato perché, ieri sera al termine di un affollato Consiglio comunale svoltosi alla presenza di oltre 2000 persone, ha firmato l’ordinanza con la quale vieta agli autocompattatori dei 18 comuni della zona vesuviana di raggiungere Cava Sari. "Così non è possibile andare avanti – dice Auricchio – la gente è esasperata e vuole risposte certe. La prima risposta da dare è impedire che ci sia ancora il cattivo odore". La discarica Sari dunque non è stata chiusa ma viene fatto divieto ai camion di raggiungerla passando per il territorio comunale di Terzigno e da questa sera anche i camion dei comuni vesuviani non sapranno dove andare a sversare i rifiuti.

"Dove porteremo i nostri rifiuti? Questo non lo so – confessa con amarezza Auricchio -. L’unica cosa che posso fare è quella di cercare di tutelare la salute dei miei concittadini". E a testimoniare un rinnovato stato di tensione nella zona vesuviana si registra l’aggressione di un’autista di un mezzo a Boscoreale (Napoli). L’uomo è stato costretto afar ricorso alle cure dei sanitari per le contusioni subite, ne avrà per due giorni.

Intanto a Napoli aumenta il quantitativo di rifiuti non raccolti. Sono circa 1500 – a fronte delle 1200 di ieri – le tonnellate di spazzatura che giacciono in strada. E centoquindici autocompattatori dell’Asia – l’azienda speciale del Comune – sono fermi perchè già carichi di altre 1400 tonnellate da sversare. Si sversa solo a Chiaiano per circa 700 tonnellate, a fronte di una produzione quotidiana che in questo periodo oscilla le 1200 e le 1400 tonnellate. Le attività negli Stir di Caivano e Battipaglia sono quasi ferme perchè i magazzini per lo stoccaggio della frazione organica stabilizzata sono pieni. Fermi, e da giorni, anche gli Stir di Giugliano e Tufino: anche in questo caso i depositi sono pieni. E se non si svuotano i magazzini (il materiale trattato che dovrebbe finire in discarica), gli impianti non possono ricevere altri rifiuti che di conseguenza restano lungo le strade. Insomma, una situazione difficile, cui si cercherà di porre rimedio nell’immediato ricorrendo ancora una volta ai treni da mandare all’estero.