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Rifondazione cerca la strada tra lotta e governo

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Sant’Ippazio da Taranto. Dalle parti di Via del Policlinico devono aver messo da parte il tradizionale materialismo e pregato per qualche ora l’uomo della provvidenza, colui che ha salvato la segreteria nazionale di Rifondazione comunista dalla sicura resa dei conti. Lui, Ippazio Stefàno, è il candidato dell’area radicale che, nel derby di Taranto, ha mandato a casa Giovanni Florido, il competitor sostenuto da Ds e Margherita. Una vittoria insperata. Una boccata di ossigeno. Che, agli occhi dell’opposizione interna, tuttavia, non cancella l’errore dei vertici del Prc per il fallimento della manifestazione anti Bush di Piazza del Popolo, andata drammaticamente deserta.

Il caso non è chiuso. Anzi. Ieri al quartier generale di Rifondazione è andata in scena una segreteria politica delicatissima. Una seduta di “critica e autocritica”, come ai vecchi tempi. La segreteria avrebbe ammesso gli “errori di valutazione politica” compiuti nell’organizzazione della manifestazione anti-Bush (“è stato un suicidio opporre un sit in statico a un corteo”) e, più in generale, in una politica fin troppo appiattita sulle posizioni del governo. Un anno fa, Bertinotti e i suoi pensavano che sarebbero riusciti a condizionare l’esecutivo spinti dalla forza trainante dei movimenti. Dodici mesi dopo, a un primo bilancio dalla formazione del governo, emerge invece una Rifondazione comunista al traino e poco determinante nel dettare l’agenda di Palazzo Chigi. E per di più rimasta senza popolo alle spalle.

Insomma è emergenza rossa. Allarme che il segretario Franco Giordano vuole affrontare, ma senza inseguire le suggestioni dell’area movimentista. E’ escluso per il momento l’appoggio esterno al governo. Così come rimane sospesa l’ipotesi di un congresso straordinario. La segreteria di Giordano e la linea strategica dell’inclusione voluta da Bertinotti rimangono sotto esame almeno per tutto il mese di giugno, quando Rifondazione comunista si giocherà la partita, quella vera, su quattro temi fondamentali: pensioni, Tav, tesoretto e Dpef. Uno di questi argomenti, deve vedere prevalere le tesi della sinistra radicale, non ci sono santi.

Oggi, intanto, Rifondazione ha fatto la prima mossa. In una conferenza stampa convocata a Montecitorio il gruppo parlamentare ha presentato una proposta di legge in materia di previdenza complementare. Il capogruppo Gennaro Migliore, insieme ad altri esponenti del partito, chiedono un differimento di sei mesi per la scelta sul Tfr. Non solo. Il partito di Bertinotti propone di estendere a tutti i lavoratori l’accesso a Fondinps, cioè la forma pensionistica complementare costituita presso l’Inps. “E’ uno stimolo al governo – ha spiegato Migliore – perché intervenga su questa materia”. A sinistra, la resa dei conti tra radicali e riformisti è già cominciata.

 


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