Riforme. Bocchino: “Per Fini il presidenzialismo è il miglior sistema”

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Riforme. Bocchino: “Per Fini il presidenzialismo è il miglior sistema”

06 Aprile 2010

Il presidenzialismo è, per il Presidente della Camera Gianfranco Fini, il "miglior sistema istituzionale". Ad affermarlo è stato il vicecapogruppo del Pdl alla Camera Italo Bocchino in un intervento sul sito di ‘Generazione Italia’.

"Che Fini sia il più convinto assertore dell’elezione diretta del Presidente della Repubblica è lapalissiano, ma nonostante ciò qualcuno ha giocato a far credere che avesse cambiato idea. Tutto è accaduto perché – ha precisato –  interpellato alcune settimane fa sulla possibilità di dar vita a una riforma presidenzialista, ha risposto dicendo che sicuramente si tratta del miglior sistema istituzionale, ma che in quel momento appariva difficilmente percorribile".

Secondo Bocchino, "prima delle regionali l’opposizione era certa di poter ostacolare il processo riformatore, con il Pd spinto a far questo dalla sinistra più radicale e da Di Pietro. Dopo la batosta presa nelle urne appare assai difficile che il Partito democratico possa sottrarsi al confronto e, se la maggioranza saprà proporgli soluzioni già discusse e votate assieme, metterà l’opposizione in un angolo". Per il vicecapogruppo Pdl sarebbe sufficiente riprendere il semipresidenzialismo votato nella bicamerale D’Alema, aggiungervi il superamento del bicameralismo perfetto e la riduzione del numero dei parlamentari già approvati nella "bozza Violante". Per Bocchino, di fronte a queste proposte l’opposizione non potrebbe remare contro, e se decidesse di farlo "legittimerebbe la maggioranza a procedere comunque sottoponendosi poi al referendum confermativo".