Riforme, D’Alema all’attacco: se passano a italiani resta solo briscola
27 Maggio 2016
di Redazione
“Se si va a un sistema in cui piu’ della meta’ dei deputati saranno nominati dai capi dei partiti, e i senatori saranno nominati dai Consigli regionali, ai cittadini cosa rimane da fare? Giocare a briscola?”, se lo è chiesto ironicamente Massimo D’Alema, presidente di Fondazione ItalianiEuropei, parlando della riforma costituzionale e del referendum di Renzi.
“Penso che quando si arrivera’ a discuterne, bisognera’-áconsiderare nel suo insieme la riforma istituzionale, la legge elettorale, per capire che tipo di democrazia si vuole”, ha spiegato D’Alema, rispondendo alle domande dei giornalisti sulle riforme. “Questo sara’ il tema del confronto”, ha aggiunto. “Per ora ci sono le elezioni amministrative. Al momento opportuno, chiaramente la discussione dovra’ essere su questo”.
“Ho visto gia’ – osserva D’Alema – che ci sono molti studiosi che hanno cominciato ad esprimersi. Spero che possa esserci un confronto civile, una discussione di merito. Ci sono certamente opinioni diverse su come si organizza la democrazia”.
“La decisione di approvare la riforma del Titolo V fu assunta dalla maggioranza di centrosinistra dopo le mie dimissioni da presidente del Consiglio”, ha ricordato D’Alema in una lettera a La Stampa. “Io personalmente ho sempre sostenuto, sin da allora, che approvare una riforma costituzionale di quella portata con una ristretta maggioranza parlamentare fosse un errore. Questi sono i fatti ampiamente riscontrabili. Gradirei se ne prendesse atto una volta per tutte”.
