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Riforme, Quagliariello: “Strada per presidenzialismo è legge popolare”

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"Dal dibattito anche mediatico che si sta sviluppando, sembra quasi che il tema del presidenzialismo venga presentato come una sorta di fantasiosa 'gara' interna al centrodestra tra chi corre e chi insegue, chi propone e chi copia, o come una strumentale esca lanciata per mere ragioni di posizionamento". Lo dichiara Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale di Ncd.

"Il Nuovo Centrodestra - prosegue -, promotore sul tema di una legge di iniziativa popolare che nei prossimi giorni sarà depositata in Cassazione e sulla quale sarà avviata una grande raccolta di firme, non ci casca. Nel merito, e premesso che non si tratta di una censura o di un giudizio di valore ma solo di una constatazione di fatto, facciamo notare che un referendum di indirizzo è un percorso lungo e tortuoso e forse proprio per questo mai compiutamente sperimentato: richiede una raccolta di firme nel caso in cui si voglia partire dall'iniziativa dei cittadini, poi le quattro letture dell'iter di revisione costituzionale solo per far sì che il referendum possa essere svolto, dunque la celebrazione del referendum stesso e poi un'altra legge costituzionale con ulteriori quattro letture che ne traduca in norme le indicazioni".

"Il Nuovo Centrodestra intende invece promuovere una legge di iniziativa popolare perché punta davvero a raggiungere il risultato, vuole raggiungerlo presto e per questo intende farlo ponendo il tema innanzi tutto nella maggioranza di governo, affinché la riforma semipresidenziale possa coronare il percorso già avviato per dare al nostro Paese una nuova Repubblica e istituzioni funzionanti. Per questo non ci fermeremo alle 50mila firme richieste ma ne raccoglieremo centinaia e centinaia di migliaia, nella convinzione che una forte spinta da parte dei cittadini possa stimolare la politica a un passo così decisivo per la modernizzazione del Paese".

Ncd - afferma ancora Quagliariello - punta al traguardo delle riforme e lo fa percorrendo la via maestra, come ha fatto lo scorso autunno quando solo la defezione di Forza Italia ha costretto ad espungere la forma di governo dall’agenda delle riforme impedendo, di conseguenza, che l'elezione diretta del Capo dello Stato (o almeno del premier) potesse diventare legge nel giro di un anno o poco più. Non ci sono dunque né posizionamenti tattici né gare, anche perché la storia di questi mesi dimostra che sul terreno delle riforme, nel centrodestra, Ncd più che inseguire viene inseguito da chi periodicamente si pente degli errori commessi. Noi andiamo avanti per la nostra strada perché ci crediamo, e forti della spinta dei cittadini porremo il tema nella maggioranza di cui facciamo parte. Dopodiché - conclude il coordinatore Ncd -, come si suol dire, chi ha filo da tessere lo tessa".

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