Riforme, Sacconi: ora Ncd punta i piedi sullo Stato unitario

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Riforme, Sacconi: ora Ncd punta i piedi sullo Stato unitario

02 Agosto 2014

"Il Nuovo Centrodestra ha garantito un fermo e leale sostegno alla riforma del Senato, condividendone la nuova dimensione di Camera rappresentativa delle Regioni e dei Comuni in funzione della loro leale collaborazione con lo Stato. Ma ora viene per noi il punto decisivo, quella riforma del Titolo V i cui effetti devastanti hanno disgregato in questi vent’anni lo Stato unitario, liberando ancor più la propensione di quasi tutte le Regioni e della gran parte dei Comuni di generare debito unito a insoddisfazione dei cittadini per i servizi ricevuti". Lo ha dichiarato il presidente del gruppo al Senato del Nuovo Centrodestra, Maurizio Sacconi.

"Per Ncd diventa determinante la definizione di un testo della seconda parte della riforma che riconduca ad uno lo Stato-nazione attraverso un più forte controllo della spesa locale mediante costi e fabbisogni standard, la possibilità di commissariamento delle Regioni e dei Comuni quando non hanno i conti in ordine, l’esercizio di poteri sostitutivi dello Stato quando è in pericolo l’interesse nazionale, l’esclusiva competenza della Camera dei Deputati sul bilancio dello Stato, il passaggio delle competenze in materia di lavoro, ambiente e protezione civile dalle Regioni al centro".

"Il testo licenziato dalla Commissione contiene ancora ambiguità nel nome di un regionalismo corporativo che può diventare la tomba del nostro risanamento finanziario. Per questo chiediamo correzioni sulla base degli emendamenti da noi presentati ed avremo la stessa determinazione nel sostenerli che abbiamo sin qui avuto per il nuovo Senato".