Rignano, tutti a giudizio i 5 imputati

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Rignano, tutti a giudizio i 5 imputati

12 Febbraio 2010

Sono stati tutti rinviati a giudizio i cinque imputati nella vicenda delle violenze e degli abusi sui 21 bambini di un asilo nido a Rignano Flaminio, in provincia di Roma. Lo ha stabilito oggi il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Tivoli. E’ stata accolta, dunque, la richiesta del pm Marco Mansi.

Sotto accusa ci sono 3 maestre, Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, con il marito l’autore tv Gianfranco Scancarello. Il pm Marco Mansi ha chiesto il processo anche per la ex bidella dell’istituto, Cristina Lunerti. La vicende fece scalpore: secondo il mandato d’arresto, i bimbi tra il 2005 e il 2006, tutti alunni della scuola materna ’Olga Rovere’ di Rignano Flaminio, sarebbero stati prima narcotizzati e in seguito abusati sessualmente in una villa alla presenza di un uomo che filmava questi abusi. Dall’inchiesta sono state archiviate le posizioni del benzinaio cingalese Kelum De Silva, che pure era stato arrestato e di un’altra insegnante, Assunta Pisani. Dopo il carcere, che era stato disposto il 24 aprile del 2007, passati appena pochi giorni dai fatti, il 10 maggio 2007 il tribunale del riesame annullò gli ordini di custodia cautelare con un provvedimento che demolì le ipotesi dell’accusa. "Indizi insufficienti e anche contraddittori", scrissero i magistrati. Un giudizio duro, poi confermato in Cassazione. E la Suprema corte aggiunse che i bimbi potrebbero essere stati manipolati dai propri genitori. "Interrogati con domande inducenti" osservarono gli ermellini, i piccoli "tendono a conformarsi alle aspettative dell’interlocutore".

Dopo le scarcerazioni la Procura inizia a cercare nuovi indizi attraverso l’incidente probatorio disposto dal gip Elvira Tamburelli. Nelle udienze, che si protraggono per mesi, oltre venti bimbi, tra i 4 e i 6 anni, raccontano del "gioco della patatina"; della "bua ai bambini", delle "cose brutte" che avvenivano in un "castello cattivissimo". Insomma "c’era una strega che si chiamava Patrizia, stava in un castello. Il castello era nero e ci andavamo con la macchina. La macchina era di Marisa, un’altra strega". Un maschietto: "Le bidelle Cristina e Patrizia facevano i giochi brutti, bruttissimi; mi picchiavano, mi facevano le punture sul pisellino e sul sedere, facevano il gioco della sedia". Le accuse sono di fatto basate sugli elementi emersi da questi racconti. Gli unici su cui gli inquirenti possono contare, perché le analisi del dna effettuate sugli oggetti sequestrati nelle case delle maestre hanno dato esito negativo. La individuazione di un casale e la descrizione di una stanza dove si sarebbero svolti alcuni incontri, sono un ulteriore tassello del quadro. Le accuse, per gli indagati, vanno dagli atti osceni, ai maltrattamenti, alla violenza sessuale, al sequestro, alla corruzione, allo stupro di gruppo, agli atti contrari alla pubblica decenza. Il 30 ottobre del 2009 il Gup di Tivoli nell’udienza preliminare ha accolto la costituzione di parte civile di 19 famiglie di Rignano Flaminio