Home News Rigopiano, ricerche finite: 29 morti e 11 sopravvissuti il bilancio definitivo

Tutte le news

Rigopiano, ricerche finite: 29 morti e 11 sopravvissuti il bilancio definitivo

0
12

Non ci sono più dispersi. Ad una settimana esatta dalla valanga che ha travolto e distrutto l’Hotel Rigopiano di Farindola, in provincia di Pescara, le ricerche dei soccorritori sono terminate.  I vigili del fuoco, attorno alle 23 del 25 gennaio, hanno estratto gli ultimi due corpi dalle macerie. Il bilancio finale è di 29 morti e 11 sopravvissuti. Ormai, da almeno 24 ore, si era capito che la speranza di trovare qualcuno ancora in vita sotto il groviglio di macerie e neve era finita. Nelle ultime ore, l’obiettivo principale dei soccorritori era quello di prelevare i corpi degli ultimi dispersi per restituirli ai loro cari.

Mercoledì sono state estratte le ultime 9 vittime, sei donne e tre uomini. Sono stati trovati tutti in un unico ambiente: quello che, fino ad una settimana fa, era il bar dell’Hotel. I vigili del fuoco, in quella zona, c'erano arrivati due giorni fa passando per le cucine, quelle cucine che avevano ridato speranza a tutti, quando il 20 gennaio cominciarono ad essere estratte le prime persone ancora vive. Lì, infatti, riparata sotto un solaio, è riuscita a sopravvivere tutta la famiglia Parete, la moglie Adriana e i figli Gianfilippo e Ludovica, che si sono così ricongiunti al padre Giampiero, colui che aveva dato l’allarme.

Ma, con il passare del tempo, in quegli ambienti miracolosamente rimasti intatti, i soccorritori non hanno trovato nessuno. "Speravamo di trovare qualcuno ancora vivo - hanno ripetuto fino a ieri - anche se sapevamo bene che stavano per lasciare l'albergo e dunque erano tutti radunati da un'altra parte”

Dalle cucine, gli Usar, gli specialisti delle ricerche tra le macerie, sono passati alla zona tra il bar e la hall. Ed è lì che si è compreso che probabilmente il Rigopiano avrebbe restituito solo morti. Lo spettacolo che si è aperto agli occhi dei soccorritori è agghiacciante: un unico groviglio di macerie, neve, tronchi d’albero e corpi. Gli ultimi due dispersi sono stati trovati proprio qui. Qualcun altro, invece, è stato recuperato nella zona delle camere: quattro piani venuti giù completamente e schiacciati uno sull'altro.

Ora la palla passa alla Procura di Pescara che già il 23 gennaio ha annunciato che le indagini avrebbero riguardato “struttura, valanga, viabilità e comunicazioni”. Schiacciamento immediato, concorrenza di schiacciamento ipotermia e asfissia, traumi gravi: queste, secondo i risultati delle prime sei autopsie, sarebbero le cause dei decessi. Per ora “non abbiamo casi di decesso per esclusiva ipotermia” ha precisato il procuratore di Pescara Cristina Tedeschini rispondendo a chi avanzava invece quest’ultima ipotesi.

Sulla questione dei ritardi nei soccorsi, il magistrato ha ribadito che secondo la Procura le incomprensioni hanno fatto accumulare un ritardo di circa un’ora e mezza.  “Le telefonate registrate sono state acquisite, io le ho ascoltate e mi sembra evidente che ci siano state incomprensioni relative alle richieste di aiuto lanciate da Giampiero Parete e Quintino Marcella il 18 gennaio”. “Sulla base delle informazioni in mio possesso, l’hotel era in possesso di tutte le autorizzazioni“, ha proseguito la Tedeschini, chiarendo così un altro aspetto importante di una vicenda che ha avuto, purtroppo, un triste epilogo. 

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here