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Risposta a un commento mal mirato

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Vorrei rispondere a un commento un poco saccente e mal mirato relativo all’articolo di Emiliano Stornelli sulla vicenda di Padre Bossi. Il nostro commentatore, e di questo lo ringraziamo, ci segnala un errore materiale nel testo: abbiamo attribuito il genere femminile all’ambasciatore italiano nelle Filippine, essendo egli un uomo. Ce ne scusiamo con i lettori e con il diplomatico. Il fatto che mi ha però disturbato è che il nostro commentatore prende spunto da questo errore per definire una strumentalizzazione politica il nostro interesse per Padre Bossi. Non è così: l’Occidentale si è occupato con grande apprensione di questo rapimento fin dai primissimi giorni e in compagnia di poche altre testate come l’Avvenire o Radio Radicale. Ci siamo anzi stupiti della pochissima attenzione che i media hanno riservato a questo sacerdote rapito mentre svolgeva la sua missione in zone ostili e pericolose. Ed era ovviamente difficile non fare il paragone con vicende analoghe, quando grazie all’attenzione spasmodica della stampa, l’Italia era con il fiato sospeso per la sorte di Mastrogiacomo o delle due Simone. Chiedersi il perché di questa disparità di trattamento non mi sembra fare della strumentalizzazione.

Mi sarebbe piaciuto che il nostro attento commentatore si fosse indignato oltre che per il nostro errore per qualcuno degli altri elementi sorprendenti dell’articolo di Stornelli. Come ad esempio il fatto che al ministero degli Esteri non siano stati per l’intera giornata  capaci di rispondere a questa nostra semplice domanda: “Esiste presso la Farnesina una task force dedicata al rapimento di Padre Bossi”. Ci si è detto di chiamare più tardi o che il funzionario competente non c’era. Un semplice si o no non sono stati in grado di pronunciarlo. E’ strano, visto che durante il rapimento Mastrogiacomo, la task force della Franesina era diventata una specie di star mediatica, interpellata da tutti di ora in ora come uno oracolo. Noi non chiedevamo informazioni riservate volevamo solo sapere le la task force era stata istituita. Allo stesso modo non abbiamo mai saputo da Veltroni perché la foto di Mastrogiacomo sventolava sulla facciata del Campidoglio e quella di Padre Bossi no.

Tutto questo mi sembra molto più preoccupante e significativo della nostra colpa di aver dato della signora al signor ambasciatore.

Ecco il commento...

L'ambasciatore italiano nelle filippine non è una donna

un consiglio: prima di rovesciare fiumi di parole con l'unico intento di strumentalizzare politicamente la vicenda di Padre Carlo contrapponendola ad altre storie passate, come se le vite fossero delle pedine sullo scacchiere della lotta politica...bè, informarsi meglio sulle cose di cui si parla sarebbe meglio...
l'ambasciatore rubens anna fedele non è una donna, come si dice in questo articolo, ma un uomo.
la dimostrazione nella foto (tratta dal tg1 delle 20)di cui inserisco il link
http://files.splinder.com/fdba21e2eaf3c5fc367d481d6afa950e.jpeg
mi meraviglia come persone che si dicono tanto preoccupate e partecipi alla storia di Padre Carlo e che rimproverano altri di non occuparsene non siano a conoscenza di una notizia tanto elementare, cioè che l'ambasciatore Fedele è un uomo.
io l'ho sempre detto che prima di parlare (scrivere) bisognerebbe contare almeno fino a 50, per evitare certe bruttissime figure.

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