Ritiro degli Usa dall’Afghanistan: anche i marines contestano Obama
27 Agosto 2010
Sempre più difficili i rapporti tra il presidente Barack Obama e i comandanti militari statunitensi. Dopo le dichiarazioni del comandante delle truppe alleate in Afghanistan, il generale David Petraeus, che contestava la decisione della Casa Bianca di indicare la data dell’inizio del ritiro da Kabul nel luglio 2011, martedì è sceso in campo anche il comandante del Corpo dei Marines, generale James Conway.
”Penso che ci vorranno alcuni anni prima che le condizioni sul terreno rendano possibile un passaggio di consegne e che la scadenza del luglio 2011 sia di incoraggiamento ai nostri nemici”, ha dichiarato il generale, indicando in particolare la situazione nelle province di Helmand e Kandahar, critica per quanto riguarda la capacità delle forze afgane di garantire la sicurezza
Noto per i suoi commenti franchi e spesso distanti dalle posizioni dei vertici politici e del Pentagono, Conway aveva proposto due anni or sono che le operazioni militari in Afghanistan fossero affidate ai marines, corpo addestrato alla contro-insurrezione, lasciando all’Us Army (l’esercito) la gestione del fronte iracheno.
La proposta venne respinta dal Pentagono ma i marines hanno comunque ottenuto un ruolo di rilievo nelle province più calde e soprattutto a Helmand dove hanno rilevato i britannici alla guida delle operazioni contro i talebani.
Secondo Conway la guerra ”può essere perduta rapidamente o vinta lentamente” e i reparti dei marines saranno sicuramente tra gli ultimi a lasciare l’Afghanistan. Le critiche di Conway all’Amministrazione Obama confermano le crescenti tensioni tra il Presidente e gli ambienti militari ma non dovrebbero avere ripercussioni sulla carriera dell’ufficiale che a ottobre andrà in pensione.
Non è solo la condotta della guerra afghana a non piacere a Conway che nella conferenza stampa al Pentagono (probabilmente l’ultima) ha preso di mira anche il provvedimento che aprirà l’accesso alle forze armate anche a gay dichiarati voluto da Obama e sostenuto dal segretario alla Difesa, Robert Gates, e dal capo di stato maggiore interforze, ammiraglio Mike Mullen.
“Noi marines reclutiamo un certo tipo di giovani, molto macho, pronti a combattere e morire per la patria. La grande maggioranza dei marines non desidera vedere cambiare le norme attuali sul bando ai gay dichiarati” ha detto il generale con un linguaggio diretto e politicamente scorretto.
