Ritrovarsi su Facebook a sognare l’uccisione di Berlusconi

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Ritrovarsi su Facebook a sognare l’uccisione di Berlusconi

28 Ottobre 2008

Sono in tre, Daniel, Mirko e Christian. Hanno aperto un gruppo su Facebook che si chiama “Uccidiamo Berlusconi”. Daniel è l’organizzatore dell’evento. Mirko il suo ispiratore morale. Christian l’ambasciatore della causa in Spagna. Se fossimo negli anni Settanta ci sarebbe da chiamare la Digos. Ma siamo nel 2008 e forse basta avvisare la neuro.

Una volta l’antiberlusconismo era una cosa di sinistra. Poi è arrivato Internet e l’odio verso il Cavaliere ha assunto un valore diverso: lo spettacolo, la voglia di farsi notare, i grilletti di Beppe e le manette di Marco. Ora c’è Facebook che “ti permette di aprire e condividere il tuo mondo con gli altri”. Per esempio uccidendo Berlusconi. Semplice, facile e banale (la banalità del male). E’ il nichilismo spicciolo di una generazione schiava del mouse.

Il sito è dedicato a tutti quelli che “considerano Berlusconi la più grossa tragedia italiana dopo Mussolini (o forse è peggio?)”. Ma la vera tragedia è un’altra: a Daniel & Co. servirebbe un maestro di storia davvero unico – nel senso di uno a testa, perché bisogna ripartire proprio dalle elementari.

I tre amministratori soffrono di una patologia neuropsichiatrica sempre più estesa tra le giovani generazioni: il complottismo, malattia infantile del totalitarismo googlocratico. Costoro credono che il mondo sia in mano a una Spectre che decide tutto delle loro vite. Berlusconi? “Un mafioso piduista amico dei preti”. In termini di schizofrenia paranoide questa definizione è un miracolo di sintesi. Non significa assolutamente niente ma rimanda a una cospirazione angosciosa quanto avviluppante.

Lasciamo ad altri la fatica di leggersi le centinaia di commenti che il gruppo ha accumulato nella sua bacheca. Sono una insostituibile lezione di rincoglionimento di massa. Ci spiegano come mai la generazione delle foto online non sarà mai in grado di trasformarsi in classe dirigente.

Grazie a Internet sta montando un’onda populista sempre più violenta e nazistoide che annulla ogni differenza tra destra e sinistra, partigiani e ragazzi di Salò. Gli amici di “Uccidiamo Berlusconi” non credono in niente se non alla propria identità da propagandare assiduamente e senza alcuna moralità. Non ci fosse Berlusconi troverebbero subito altri su cui sfogarsi (è attivo il gruppo contro “il crucco maligno” Papa Benedetto). Sono dei perdenti radicali e dei fessi digitali da curare col Ritalin prima che confondano il virtuale con la realtà.