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Roma, Atac: ci servono 250 controllori (volontari)

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Controllori cercasi. A lanciare l'appello, rivolto a impiegati e amministrativi dell'azienda, è l'amministratore unico di Atac, Manuel Fantasia, che oggi ha firmato una disposizione gestionale per dare il via alla ricerca di 250 dipendenti-volontari per i ruoli di "operatore di stazione" e "operatore di mobilità con mansioni di addetto alla verifica". "L'azienda ha la necessità di incrementare la propria efficacia sul territorio attraverso il rafforzamento dei ruoli operativi e, nel contempo, in considerazione della nota situazione economica-finanziaria, di realizzare la massima efficienza sulle risorse di staff riducendone i costi", così scrive Fantasia. 

Potranno presentare domanda dipendenti inquadrati nell'area professionale (responsabile di unità amministrativa tecnica complessa, capo unità organizzativa amministrativa tecnica, anche con qualifica di Quadro), nell'area operativa amministrazione e servizi (coordinatore d'ufficio, specialista tecnico amministrativo, collaboratore d'ufficio, operatore qualificato d'ufficio, operatore d'ufficio) o nei servizi ausiliari per la mobilità, se non impiegati in attività strettamente operative (ad esempio, addetti manutenzione, addetti ausiliari, addetti parcheggi, addetti sosta).

L'unica sigla contrattuale che alza la testa è la Faisa- Confail con il segretario Claudio De Francesco: “Ancora una volta ci troviamo a commentare, l’ennesima iniziativa figlia del consociativismo e clientelarismo politico sindacale in Atac. Ci riferiamo alla disposizione gestionale n. 11 del 26 gennaio 2017, la quale recita che il fabbisogno di risorse da impiegare nel settore della verifica, tanto per capirci quella della lotta all’evasione tariffaria, verrà reperito da Atac tra gli amministrativi, i quali su base volontaria potrebbero richiedere di fare i verificatori. Perché non si va a stanare e reimpiegare quelle risorse imboscate ma con mansione di verificatore? A chi fa comodo tutto ciò?".

"Ora, visti gli attori protagonisti riesumati dall'attuale Au, strapagati con stipendi faraonici, ma evidentemente incapaci, ci sembra di rivedere un film già visto durante la precedente giunta Marino, allorquando venne aperta 'irregolarmente' la procedura 223/91. Procedura applicata male e fallita in tutti i suoi presupposti, aperta per un totale di 321 posizioni, ma in realtà punitiva solo per trenta poveri cristi, sprovvisti di copertura politico sindacale. Adesso che l’azienda è sull’orlo del baratro ci risiamo, ed a pagare sarà sempre e solo il popolino, visti i reintegri dei dirigenti, i ricchi premi loro concessi ed i concorsi interni fatti ad-hoc, per salvare qualcuno. Da ciò si evince una manifesta incapacità gestionale sia politica che aziendale. Ricordiamo che state gestendo un’azienda con soldi pubblici, e noi saremo vigili e attenti, come sempre su ogni mossa che farete, pronti a intervenire con ogni mezzo a propria disposizione, affinché il diritto dei lavoratori e dei contribuenti venga tutelato in ogni contesto", così puntualizza Caludio De Francesco.

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