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Roma, Marino al contrattacco: “Con Pd finivo in galera”

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Marino ai microfoni di ‘Radio Capital’ rivendica tutto quel che ha fatto da sindaco di Roma e dice la sua sulle elezioni imminenti. «Credo che in questo momento i partiti non abbiano più la dignità per esprimere una candidatura in una città come Roma. Spero in un movimento e una mobilitazione civica che offra l'opportunità a un candidato di governare la città. Io non ho detto che mi ricandido. La mia candidatura sarà tema di dibattito nelle prossime ore. Non è detto che poi sarò io In Italia abbiamo superato i 60 milioni di abitanti e sono sicuro che tra loro c'è una donna o un uomo che sono all'altezza della guida di Roma».  

 

Ha poi aggiunto: «Il Partito democratico nel 2008, chiudendosi in una stanza e scegliendolo, ha voluto candidare Francesco Rutelli. Allora avevano scelto il candidato sindaco del 1993 che ricorda il secolo passato, adesso hanno scelto il capo della segreteria del candidato sindaco del 1993. Non mi sembra un grande passo avanti. In questo momento è molto difficile fare una scelta di questo genere. Nessuno parla delle rotaie della metropolitana o di come migliorare trasporti e illuminazione. Vedo solo liti su personalismi e lotte di potere. Quando ci saranno dei programmi certamente si potranno esprimere delle opinioni. Ma al momento non vedo nessun candidato all'altezza di guidare una Capitale di un Paese del G7. Sono espressioni del secolo passato».  

 

Non si astiene dalle frecciatine al premier: «Nell'allontanarmi questo governo, che risponde a Matteo Renzi, ha fermato molti dei cambiamenti che noi avevamo messo in atto. Insomma si sta cercando di fermare il cambiamento che non alimentava, foraggiava i partiti, compreso il Pd. Stanno ricomparendo i tavolini abusivi, non sono state riparate le strade, non è stato attuato il piano di sostituzione di 192mila lampadine led in tutta la città. E perfino alcune persone scelte sulla base del curriculum, come il direttore generale dell'Ama che ha permesso di aumentare la differenziata, è stato allontanato». Per poi dare la stoccata finale: «L'atteggiamento di Renzi è irresponsabile. D'altra parte se lo può permettere perché è un presidente del Consiglio che non ha avuto neanche un voto». 

 

E’ un Marino senza freni: «Sono contento di aver avuto l'opportunità di governare Roma per 28 mesi e di scrivere un saggio che racconta quali sono gli ostacoli principali al buon governo, ostacoli che hanno portato ad accumulare quasi 24 miliardi di debiti dal dopoguerra ad oggi. A differenza dal Pd che avrebbe molto gradito andassi in Alaska o Nuova Zelanda sono stato a Roma a studiare e scrivere ed incontrare le tante persone che hanno apprezzato il cambiamento radicale che abbiamo portato avanti. Dopo 50 anni, ad esempio, abbiamo chiuso la più grande discarica del mondo. Non mi tolgo nessun sassolino. È un racconto lineare, denso di numeri e dati. In questi giorni parlerò del mio libro e dell'analisi che fa di questa città, e di partiti voraci, sia a destra che a sinistra, che fingono di litigare durante il giorno e poi si siedono tutti a tavola con persone adesso anche arrestate».  

 

«Non ho mai utilizzato denaro pubblico a fini privati. Anzi ho utilizzato denaro privato per interesse pubblico. Sono assolutamente sereno, non ho dichiarato il falso», ha aggiunto. «Renzi, da presidente della Provincia di Firenze, mi pare in un anno ha speso in rappresentanza rispetto ai miei 12mila euro circa 600mila euro. Mentre io li ho pubblicati immediatamente in rete, il Comune di Firenze, né sotto il governo Renzi né Nardella, ha ritenuto giusto, democratico e trasparente pubblicare quegli scontrini. Ognuno ha la visione della democrazia con la quale culturalmente è cresciuto».

 

Incalzato, si lascia andare anche sull’episodio che lo ha visto protagonista insieme al Papa: «Le sue parole sono state strumentalizzate dalla politica. Abbiamo avuto un lungo e molto affettuoso incontro. Il Papa mi ha autorizzato a raccontare diversi degli incontri avuti. Li ho raccolti in un capitolo del mio libro, il Papa lo ha letto e mi ha autorizzato a pubblicarlo». «Racconto in modo molto semplice quello che è accaduto e sono felice del rapporto umano e personale nei confronti di un uomo che sta rivoluzionando la Chiesa. Certamente l'interpretazione delle sue parole, fatta strumentalmente dalla politica, mi aveva molto addolorato».  

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