Roma non è Roma senza gli Internazionali di Tennis

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Roma non è Roma senza gli Internazionali di Tennis

25 Aprile 2010

È il 3 maggio 1930, e al Tennis Club Milano c’è grande fermento. Sul campo intitolato all’aviatore Porro Lambertenghi, il barone Hubert de Morpurgo – triestino con passaporto italiano – sta per affrontare il campione americano Bill Tiden nella finale dei primi Campionati Internazionali d’Italia. La superiorità di “Big Bill” è schiacciante: l’incontro dura un’ora, e il nostro de Morpurgo incassa un sonoro 6-1, 6-1, 6-2. L’anno seguente il trofeo se lo porta a casa George Huges, compagno di doppio del più celebre Fred Perry, battendo in finale il francese Henri Cochet.

Il tennis, intanto, acquista popolarità anche tra le fila del regime: “Il favore del duce giovò certamente al tennis, anche se egli non diventò mai un discreto giocatore – ricorda Gianni Clerici nel suo monumentale 500 anni di tennis – era impetuoso, attaccava, aveva un discreto dritto”. Ad ogni modo, nel 1935 il partito decide di “promuovere” gli Internazionali di tennis portando il torneo nella capitale: ma ad alzare la coppa, quell’anno, è l’americano Wilmer Hines, capace di eliminare Giorgio De Stefani e il campione uscente, Giovanni Palmieri. Un bello smacco per la superiorità razziale…

Va da sé che gli Internazionali BNL d’Italia – che aprono oggi i battenti al Foro Italico di Roma – saranno l’occasione per spegnere molte candeline. Dalla vittoria di Tiden al Tennis Club di Milano sono passati esattamente ottant’anni, ma non è tutto: il 2010, infatti, segna anche il centenario della Federazione Italiana Tennis (FIT), costituita da Pietro Antinori a Firenze il 16 maggio 1910 con 26 circoli affiliati. Cento anni in cui il tennis ha regalato grandi soddisfazioni agli appassionati italiani: alcuni ricorderanno le vittorie di Nicola Pietrangeli a Roma (1957, 1960), molti il trionfo di Adriano Panatta al Foro Italico nel 1976, contro l’argentino Guillermo Vilas. E anche se negli ultimi anni nessun tennista italiano è riuscito a imporsi ad alti livelli, è comunque il caso di festeggiare. Ecco perché – tra celebrazione e amarcord – si apre al Foro italico la mostra “100 anni di Tennis in Italia”, un percorso narrativo suddiviso in cinque sezioni per ricoprire uno degli sport più antichi e nobili attraverso foto, filmati, manifesti, trofei e memorabilia.

Per quanto riguarda il torneo romano, l’iniziativa più interessante è invece la pubblicazione di Gianni Clerici agli Internazionali d’Italia (Rizzoli, 2010), una raccolta di articoli firmati dal più grande scrittore di tennis al mondo. Chi conosce Clerici – definito da Italo Calvino “uno scrittore prestato allo sport” – immaginerà la ricchezza dei personaggi, delle avventure e degli aneddoti che emergono dal libro, sullo sfondo del Foro Italico. Gli Internazionali d’Italia, del resto, hanno molto da raccontare: dalla vittoria di Panatta – “suo papà Ascenzio ha pianto e sua moglie Rosaria ha avuto una piccola deliziosa crisi, della quale ho approfittato per baciarla a mia volta” – all’epico scontro del 2006 tra Rafael Nadal e Roger Federer. In quell’occasione, che ricorderanno certo anche i più giovani, lo spagnolo e il numero uno del tennis sono stati protagonisti della finale più lunga nella storia della kermesse romana: Nadal ha alzato la coppa dopo 5 ore e 5 minuti, annullando al quinto set due match point a favore dello svizzero.

Quella che si apre oggi, comunque, sarà soprattutto una settimana di grande tennis giocato. Fino a domenica 2 maggio, sui campi in terra rossa del Foro Italico si scontreranno i più grandi tennisti del mondo: Federer e Nadal, ovviamente, ma anche Djokovic e Murray, alla conquista di 1000 punti Atp e del ricco montepremi in palio (2.227.500 $). Gli incontri più importanti verranno giocati nel nuovo stadio da 10.500 posti, una struttura – a detta di Pietrangeli, a cui il campo è dedicato – “che può tranquillamente competere per bellezza con tutti i più grandi e importanti stadi di tennis del mondo”. Raffaele Pagnozzi, segretario generale del Coni, spiega che “il costo totale dell’impianto è di 28.400.000 euro”, un investimento molto importante anche in vista di una candidatura romana all’organizzazione delle Olimpiadi 2020. Il torneo che si apre oggi, intanto, è già un successo: gli appassionati hanno preso d’assalto i botteghini, e si va verso il tutto esaurito. Nella speranza di una rivincita finale tra Federer e Nadal.