Roma, nuova batosta per la Raggi: Marra in manette. La giunta in pezzi in 6 mesi
16 Dicembre 2016
Il 30 giugno scorso, una telefonata con una collaboratrice del costruttore Sergio Scarpellini, fece emergere che Raffaele Marra aveva chiesto aiuto “per fermare la campagna di stampa contro di me”. E le sue parole furono puttosto esplicite: “Io sto a disposizione, lui lo sa che sto a disposizione”. E’ da quella conversazione che parte l’indagine della procura di Roma, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, e che ieri ha portato agli arresti lo stesso Marra e l’imprenditore. Sono entrambi accusati di corruzione per una compravendita di appartamenti che, secondo quanto sostenuto dal giudice, sarebbero in realtà una mera “regalia”.
I magistrati hanno evidenziato che il gruppo Scarpellini abbia “numerose convenzioni urbanistiche che richiedono l’emanazione di provvedimenti amministrativi da parte del Comune di Roma” e per questo ritengono che Marra, sin dai tempi in cui era uno dei collaboratori dell’ex sindaco Gianni Alemanno, abbia aiutato il costruttore. Pare, inoltre, che il Comune abbia anche preso in affitto alcuni stabili di proprietà di Scarpellini con due contratti da circa 9 milioni di euro e circa 5 milioni di euro l’anno, per un totale capace di superare, pertanto, i 14 milioni di euro.
L’inchiesta, così, riguarda la compravendita di alcune case tra Marra e Scarpellini avvenuta tra il 2009 e il 2010. Ma nel mirino c’è anche il passaggio di un altro appartamento, nel 2013, da Scarpellini a Marra che risulta ufficialmente venduto. E, per lo stesso, è Scarpellini “a mettere a disposizione della moglie di Marra gli assegni circolari per un totale di 367mila euro”.
L’arresto di Marra risulta essere, pertanto, solo l’ultima tegola in ordine di tempo che cade sulla testa della sindaca di Roma. Sono bastati sei mesi perché la giunta finisse in pezzi. In settimana ci sono state le dimissioni dell’assessora all’Ambiente Muraro (già collaboratrice della società municipalizzata dei rifiuti di Roma). La Muraro ha ricevuto un avviso di garanzia per traffico di rifiuti, e da mesi era già scritta sul registro degli indagati. Giovedì, invece, la polizia è entrata in Campidoglio per acquisire la documentazione relativa a tutta una serie di nomine e assunzioni decise da Raggi, nei primi mesi di governo.
La vicenda riguarda l’inchiesta, ancora senza indagati né ipotesi di reato. Intanto in un tweet, la sindaca grillina ieri ha confermato l’episodio: “Perquisizioni? Nulla da nascondere. Messo a disposizione i documenti richiesti in assoluta serenità ”. Mentre il M5s ha definito l’episodio una mera “bufala”..
