Roma, Raggi indagata per abuso d’ufficio

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Roma, Raggi indagata per abuso d’ufficio

25 Gennaio 2017

“Oggi mi è giunto un invito a comparire dalla Procura di Roma nell’ambito della vicenda relativa alla nomina di Renato Marra a direttore del dipartimento Turismo che, come è noto, è già stata revocata. Ho informato Beppe Grillo e adempiuto al dovere di informazione previsto dal Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle“. Lo scrive su Facebook la sindaca di Roma Virginia Raggi.

Sono  due le conversazioni che incastrano la sindaca Raggi e che hanno convinto la procura di Roma a convocarla e a iscriverla nel registro degli indagati con l’accusa di abuso d’ufficio e falso per la nomina di Renato Marra a capo della direzione Turismo. Conversazioni acquisite dai carabinieri di via In Selci e agli atti dell’inchiesta che vede Marra accusato di corruzione insieme al costruttore Scarpellini.

Quella in cui la prima cittadina se la prende con il suo fedelissimo ex capo del personale Raffaele Marra che non le ha comunicato l’aumento di stipendio di 20 mila euro l’anno che il nuovo incarico avrebbe garantito al fratello, fino ad allora vigile urbano. “Questa cosa dello stipendio me la dovevi dire, mi mette in difficoltà”, avrebbe scritto Raggi, infuriata, al suo braccio destro. Per i magistrati sono la prova che quella promozione è stata fatta su input dell’allora numero uno del personale che, infatti, è indagato con lei per l’abuso d’ufficio.

Virginia Raggi avrebbe procurato a Renato Marra un ingiusto vantaggio forzando la procedura. Cosa piuttosto chiara visto che il fratello del suo capo del personale avrebbe guadagnato ventimila euro in più al mese nella nuova mansione. E anche in questo caso, i pm hanno diverse cose da chiedere alla sindaca grillina. Innanzitutto il fatto in sè: perché lo stipendio è noto.

Di seguito riportiamo alcune delle conversazioni emerse. “Questa cosa dello stipendio (aumento, ndr) mi mette in difficoltà, me lo dovevi dire”, scrive un’inviperita sindaca Virginia Raggi all’allora capo del personale Raffaele Marra su Telegram. Lo scambio di sms riguarda l’assunzione, con annesso ritocco del salario, più 20mila euro l’anno, a Renato, fratello di Raffaele, al vertice del Dipartimento turismo.

“Perché non mi hai parlato dell’aumento di stipendio di tuo fratello?”, questo è un altro dei messaggi che emerge dalle chat. Ed è la domanda che il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha rivolto all’allora capo del personale del Comune, Marra, riferendosi alla nomina del fratello Renato Marra a responsabile del Turismo in Campidoglio. I messaggi inviati su Telegram, al vaglio degli inquirenti, dimostrerebbero dunque che la Raggi non decise da sola la “promozione” di Marra, ma accettò invece la decisione “a scatola chiusa”.

Gli scambi di messaggi tra Marra e Romeo erano piuttosto frequenti. Nella chat tra i due, i carabinieri avevano trovato anche uno schema con una nuova ripartizione dei dipartimenti comunali, che l’ex capo del personale chiama “macrostruttura”.