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Roma, sondaggi: smacco del M5S a Renzi. Marchini punta sui giovani

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Al netto di imprevedibili scossoni, gli ultimi sondaggi confermani i dati già resi noti dalla stampa: a contendersi la poltrona più alta del Campidoglio sono rimasti in tre. Tutti, chi più chi meno, in grado di passare il primo turno, anche se poi al ballottaggio Virginia Raggi risulta imbattibile. Il M5s a Roma diventa primo partito con il 32,2%, mentre il Pd arretra pesantemente al 22,3, Seguono Giorgia Meloni (20%-23%) e Alfio Marchini (11%-14%).

Insomma, alle prossime Comunali il centrosinistra si starebbe preparando a ricevere un bello smacco dai grillini.

In queste ore, intanto, il candidato sindaco Marchini, in diretta al Messaggero TV dice un po’ la sua. E tra i primi obiettivi conta la riduzione dell’Irpef nella parte variabile: promette di impegnarsi per abbassare le tasse dei romani. 

Ma soprattutto Marchini punta sui giovani, nell’ambizione di «fermare la loro fuga da Roma».

Quando ai sondaggi che lo darebbero indietro rispetto a Roberto Giachetti (Pd) e Virginia Raggi (M5S) Marchini si mostra sicuro: «Le proiezioni le lascio agli altri, io voglio vincere il giorno dopo le consultazioni».


Diventato il tasto che incuriosisce la stampa morbosa, Marchini è costretto a tornare anche sul tema unioni civili: «Ho l'abitudine di dire ciò che penso e non quello che è utile, sono il meno bigotto del mondo e dico 'ama e fa ciò che vuoì'. Diverso è se mi chiede giudizio politico sulla legge, fermo restando che diritti devono essere garantiti. È fuori da ogni discussione che l'omofobia è qualcosa di insopportabile ma credo che un figlio debba avere un padre ed una madre».

Il candidato attacca, poi, gli aversari. E inizia da Matteo Salvini che ieri è andato in un campo rom di Roma con la candidata sindaco Giorgia Meloni: «Io preferisco andare nei campi rom di notte stando al fianco delle forze dell'ordine piuttosto che fare le pagliacciate di Salvini che va di giorno, oltretutto protetto dai poliziotti. E Meloni che si è appiattita su Salvini non mi sta bene. Salvini piuttosto pensasse al federalismo municipale, ha tradito le sue promesse. A Roma si pagano le tasse e le decisioni le deve prendere Roma, basta con questo centralismo».

Conclude con qualche osservazione sulla candidata del M5S: «Questa signora Raggi la definisco una brava presentatrice, va in tv e recita una parte che qualcuno le dà ma i romani non vogliono la portavoce di un movimento. A Roma non serve un dipendente di un movimento, serve un innamorato. La Meloni la usa per contarsi con Berlusconi, Salvini per fare pagliacciate, Giachetti rimane attaccato alla sua poltrona e se dovesse perdere fa ciao ai romani. La gente sa benissimo che noi rimaniamo qua».

Ma discute, anche, di tanti altri argomenti: dai rifiuti alle finanze del Campidoglio

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