Roma. Ucciso con una coltellata dalla figlia 20enne con problemi psichici
06 Giugno 2009
di Redazione
"Avevo pensieri strani, negli ultimi giorni non mi sentivo bene". È quanto ha detto alla polizia Vanessa, la ragazza di 20 anni che ha confessato di aver ucciso in casa il padre, con un colpo di coltello da cucina al cuore.
La ragazza è stata trovata in strada dagli agenti del commissariato Primavalle e dagli agenti della squadra mobile con le mani sporche di sangue. Il coltello, insanguinato, era in casa. Agli agenti, che la portavano in commissariato, avrebbe inoltre fatto accenni sconclusionati al Santo Graal. La ragazza, portata in questura, non ha ancora spiegato i motivi del gesto. Secondo alcuni testimoni, quando è stata portata via dagli agenti dal palazzo di via Andersen, era profondamente scossa.
Il parricidio, secondo una ricostruzione della polizia, è avvenuto in casa. Matteo Zanni, 48 anni, vetraio e specializzato nel montaggio di infissi, colpito al cuore dalla figlia, è uscito sul pianerottolo in una disperata ricerca di aiuto ma si è accasciato privo di vita, sanguinante, appena fuori dalla porta di ingresso di casa chiedendo soccorso ad una vicina, che ha avvisato la polizia.
Al momento della tragedia i due erano soli in casa: la moglie Gabriella si trovava al lavoro, mentre l’altro figlio di 12 anni stava giocando a calcio con i suoi coetanei. Il ragazzino sarebbe ora ospite a casa di amici di famiglia.
Secondo i vicini la giovaner era una ragazza tranquilla, bene educata, che lavorava come addetta alle pulizie per una cooperativa sociale. "Una ragazza alta, magra e bionda – la descrive la sorella della sua migliore amica – L’ho vista ieri sera l’ultima volta, sembrava tranquilla: quando oggi l’ho vista portare via dalla polizia quasi non la riconoscevo per l’espressione stravolta che aveva in viso". "La conosco da anni – spiega Anna, 60 anni, che vive in un appartamento attiguo a quello della famiglia Zanni – e non ha mai dato problemi, anzi, è una ragazza seria che lavora. Non ho mai sentito liti o discussioni, solo forse qualche volta per l’ora in cui rientrava a casa, ma cose normali che succedono in tutte le famiglie".
Secondo le amiche la ragazza non era fidanzata e alla domanda dei giornalisti se facesse uso di sostanze stupefacenti, tutti i vicini lo hanno escluso categoricamente, così come hanno escluso che Vanessa potesse essere depressa. "Una famiglia modello" dice un inquilino. La polizia ha detto che nessuno del nucleo familiare ha mai avuto problemi con la giustizia.
