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Rudy Giuliani alla conquista del voto conservatore

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Intervista con Brian C. Anderson

Se c’è una rivista che ha influito sulla carriera politica di Rudy Giuliani questa è City Journal. Dal trimestrale del Manhattan Institute sono uscite alcune delle idee migliori che l’ex sindaco di New York ha messo in pratica nell’amministrazione della Grande Mela. Per un approfondimento sulla strategia di Giuliani per conquistare la Casa Bianca, abbiamo dunque intervistato una delle penne più brillanti di City Journal, Brian C. Anderson, senior editor della rivista e autore di libri sul conservatorismo americano.

Secondo tutti i sondaggi, Rudy Giuliani è in testa nella corsa alla presidenza. Qualcuno, tuttavia, afferma che Giuliani subirà un calo quando finirà di essere considerato solo una celebrità e diventerà un candidato normale. E’ d’accordo?
“Non c’è dubbio che il gioco si farà più duro per Giuliani nel momento in cui la campagna elettorale andrà avanti e si farà sul serio. Attualmente, Giuliani sta beneficiando del suo comportamento fermo e coraggioso durante l’attacco dell’11 settembre. Gli americani lo conoscono soprattutto per questo. Tuttavia, è emerso un dato interessante ultimamente: dovunque Giuliani ha incontrato e parlato con gruppi conservatori, il suo gradimento nei sondaggi ha avuto la tendenza a salire. Si può dire perciò che la gente risponde positivamente nei suoi confronti”.

La burrascosa vita di Giuliani può essere un ostacolo per l’ex sindaco di New York sulla strada per arrivare a Pennsylvania Avenue?
“Sì, soprattutto durante le primarie repubblicane. Molti elettori delle primarie potranno forse perdonargli il suo recente divorzio, per quanto brutto sia stato. Ma pochi sanno che si è sposato una terza volta. E’ anche in pessimi rapporti con il figlio, e forse pure con la figlia, come risultato del suo matrimonio con Judith Nathan”.

Giuliani è a favore dell’aborto e delle unioni civili omosessuali. Come può conquistare dunque il voto conservatore nelle primarie?
“Enfatizzando i risultati di politica conservatrice ottenuti come sindaco di una città decisamente liberal quale è New York. Giuliani ha promosso la responsabilità personale dei cittadini attraverso una riforma del welfare e ha ridotto drasticamente il crimine nella città. Ha anche abbassato le tasse. Inoltre, ha affermato che nominerà dei giudici federali che non interpreteranno creativamente la costituzione per istituire diritti in favore delle coppie gay ed anzi potranno perfino ribaltare la sentenza Roe contro Wade, riportando il tema dell’aborto alla prova del voto”.

Qual è il messaggio chiave su cui Giuliani sta lavorando per ottenere la nomination?
“Che sarà duro contro il terrorismo, reaganiano in economia, e soprattutto un leader competente e risoluto”.

E’ Giuliani contro Clinton la sfida del 2008 o è troppo presto per fare previsioni?
“Direi che è troppo presto per dirlo. Hillary sarebbe un pessimo candidato, con poche chance, secondo me, di vincere l’elezione. Penso che i democratici tireranno fuori un candidato diverso, nonostante la straordinaria capacità che ha Hillary di raccogliere fondi. Giuliani può vincere le elezioni generali, ma dovrà sudare non poco per affermarsi nelle primarie. Lo può aiutare il fatto che John McCain è malvisto dalla base repubblicana e che gli evangelici non si fidano della fede del mormone Mitt Romney”.

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