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L'Orientale

Russia in recessione, Mosca abbellisce i dati

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Le cose a Mosca sembrano evolversi in maniera veloce e inaspettata. Ho avuto modo di raccontarvi come l’economia si sia decisamente impantanata e di come Putin sia molto preoccupato. Al governo, compreso chi lo presiede, è stato fatto capire che se le cose vanno bene il merito è del presidente e se vanno male il demerito è del governo, colpevole di non avere eseguito, tutte e per bene, le direttive presidenziali. Il governo ha già risposto alla sua maniera, ossia cominciando a falsificare ancora di più i dati ufficiali. Era stato comunicato dal governo che, nel primo trimestre, il PIL era cresciuto solo dell’1,1%,un calo netto del ritmo di crescita rispetto al periodo precedente. Dopo la lavata di capo di Putin il Rosstat, istituto centrale di statistica, ha comunicato che i dati definitivi del primo trimestre segnano un +1,6%,insomma già un po’ meglio di quanto si pensasse. Poco dopo sono usciti anche i dati provvisori del mese di aprile con un +2,6%. Insomma nulla di così preoccupante, l’economia aveva avuto un momento di pausa e ora sta ripartendo. Per la cronaca al  Rosstat  fu tolta l’autonomia sotto il governo Putin, sottomettendolo al ministero dello sviluppo economico, ossia in pratica al governo. Quindi il governo può praticamente girare le cifre come gli pare, cosa che sta facendo.

Siccome è più difficile mentire sul commercio estero ecco che si scopre che nel mese di aprile le esportazioni sono calate del 4,2% ,mentre le importazioni sono cresciute del 4,9%. Insomma le aziende crescerebbero esportando di meno e importando di più, mentre gli investimenti calano dell’1,6%, e il settore costruzioni si contrae (dati ufficiali) del 2,1% , in realtà di ben il 6,6%. Continua anche la fuga di capitali,ma il governo rassicura sul fatto che è stata solo di 3,5/4 miliardi di dollari e non di 7/8 miliardi come a marzo. Vista la volontà dei ministri di salvare le proprie poltrone alterando allegramente le cifre reali, sono costretto a ricorrere a dati, ufficiali e incontestabili , provenienti da un’azienda statale russa. Sto parlando delle ferrovie dello stato, il più grande datore di lavoro del paese con 976.000 dipendenti. In Russia il 42,3% di tutto il traffico commerciale (comprendendo quello  di oleodotti e gasdotti) viaggia per ferrovia. Se togliamo oleodotti e gasdotti la grande maggioranza delle merci viaggia su rotaia e non, come succede da noi, su strada. Come ricorda timidamente il suo sito, molte regioni del paese hanno “una cattiva distribuzione delle strade”. In pratica le rete stradale è così penosa e disastrata che, senza le ferrovie, il paese sarebbe economicamente morto. Il suo sito ha la bontà di segnalare periodicamente l’andamento del traffico commerciale, facendoci così sapere che nel periodo gennaio-aprile si è avuto un calo del 4% e ad aprile del 3,5% rispetto all’anno precedente.
“According to the latest figures, loading in January-April 2013 amounted to 396.5 million tons, 4% less than during the same period in 2012.”

Insomma il paese è in recessione e anche ad aprile non ci sono stati segni di ripresa, salvo che nei dati manipolati dal governo. Per questo si parla ormai di pochi mesi di vita dello stesso. Vi avevo fatto una previsione sui tre modi possibili per rilanciare l’economia. Si ha ora l’impressione che si stia lavorando su tutti e tre. Sul terzo e più pericoloso, ossia alzare il prezzo del petrolio, provocando o agevolando un conflitto in medio oriente, sembrano darmi ragione anche autorevoli fonti di informazione come “Forbes”. Per non dilungarmi potete leggere qui l'articolo. Mentre, per quanto riguarda le altre due opzioni, ossia affrontare e risolvere i problemi del paese e aumentare la spesa pubblica, pare si voglia fare un misto. Per questo Putin si tiene pronto a giocare la carta Kudrin, per anni ministro delle finanze, ora fuori da ogni incarico, rispettato tecnocrate oggi molto critico col governo, col partito Russia Unita, e perfino verso Putin stesso. Kudrin prevede disastri senza una svolta radicale e potrebbe, proprio per questo, sostituire Medvedev alla guida del governo e guidare una mezza rivoluzione. Intanto una persona legatissima al primo ministro fugge all’estero dopo essere stata interrogata e temendo l’arresto. Cose che a Mosca non succedono mai per caso…

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1 COMMENT

  1. It. The most. Ridiculous.
    It. The most. Ridiculous. Article. Ever. Author obviously underpaid for this propaganda against Putin. If Moscow overstates data, so the same thing doing in Washington and Beijing. Turns out, according to author, whole world is lying. But here’s a problem. World Bank and IMF confirm the data from Rosstat. And its serious organizations. At this time, author doesnt name his sources, for example: “e il settore costruzioni si contrae (dati ufficiali) del 2,1% , in realtà di ben il 6,6%” Where and who said it? And the final touch: “In Russia il 42,3% di tutto il traffico commerciale (comprendendo quello di oleodotti e gasdotti) viaggia per ferrovia.” No comments.

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