Russia-Usa. Medvedev apre a Obama, scudo spaziale comune

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Russia-Usa. Medvedev apre a Obama, scudo spaziale comune

05 Luglio 2009

"La nostra opposizione allo scudo anti-balistico in Repubblica Ceca e in Polonia non è un mistero. La precedente Amministrazione Usa su questo era intransigente, mentre quella attuale è disposta a discutere". Lo afferma il presidente russo DmitrijMedvedev, che in un’intervista al Corriere della Sera parla anche di nucleare in Iran e Corea del Nord, del G8 e del rapporto con l’Italia.

"Non si può discutere di missili offensivi senza parlare di quelli difensivi", dichiara Medvedev. "Noi non siamo contrari a sviluppare questi mezzi di difesa, ma crediamo che non debba trattarsi di iniziative unilaterali. Ci vuole un sistema globale".

Quindi i rapporti con Washinston hanno avuto una nuova partenza. "Con la precedente Amministrazione le relazioni personali tra i leader erano calorose – spiega Medvedev – mentre il confronto politico doveva fare i conti con numerosi dissensi. Oggi è diverso. Ho parlato da poco al telefono con Obama della riduzione dei nostri armamenti strategici offensivi. Ma durante il nostro incontro affronteremo anche altri temi come le crisi regionali e la congiuntura economica mondiale. Io sono moderatamente ottimista e, da quello che ho colto nella conversazione, penso che lo sia anche lui. Vedremo come andranno i colloqui; in ogni caso ci conosceremo meglio, e questo è importante per tutto il mondo".

E sul nucleare il leader del Cremlino spiega che "Iran e Corea sono casi diversi". "Del resto Obama tende la mano all’Iran e noi appoggiamo la sua linea. Sanzioni supplementari contro Teheran potrebbero complicare la situazione".

La Corea del Nord "ci preoccupa di più, perché non ha alcun dialogo con il resto del mondo. Dispone di vettori a medio e lungo raggio, ed esiste il pericolo che le passioni possano far crescere la tensione con la Corea del Sud, il Giappone, la Cina e la Russia". Per Nedvedev "al G8 dobbiamo passare dalle parole ai fatti. Servono nuovi standard finanziari globali e una riforma delle organizzazioni internazionali a cominciare dal Fondo Monetario. In futuro – prosegue – serviranno altre valute di riserva stabili".

Sui ruolo di Silvio Berlusconi come mediatore tra Russia e Usa, "noi contiamo sul suo aiuto e sul suo sostegno di amico. Ma questo non vuol dire che comunichiamo con gli altri Paesi attraverso l’Italia e il capo del suo governo".