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Sacconi: “Con la chiusura dell’Ilva, grave perdita di occupazione e di credibilità per il Paese”

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"L'annuncio di chiusura di tutta l'area 'a freddo' del gruppo Ilva determina  non solo  pesanti conseguenze sull'occupazione diretta e indiretta nei diversi siti, ma ancor più una grave perdita di credibilità per l'Italia in quanto Paese idoneo ad ospitare attività di produzione". E' quanto ha dichiarato l'ex ministro del lavoro, il senatore Maurizio Sacconi, commentando la notizia del fermo degli impianti del complesso siderurgico di Taranto.

"Sono prevalse le potenti correnti politiche, sociali, istituzionali ostili all'impresa destinate ad accentuarsi nel'ipotesi di vittoria elettorale della sinistra", ha aggiunto Sacconi, "Il futuro della siderurgia italiana deve mobilitare tutti coloro che rifiutano la prospettiva di un declino italiano".

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6 COMMENTS

  1. ma la politica ?
    ma la politica che ha fatto negli ultimi anni a Taranto ?
    Doveva arrivare la magistratura a rompere tutto ?
    I politicio del C.D., cui questo forum fa riferimento , dove stavano ?

  2. La politica ha abdicato
    I politici hanno abdicato ai magistrati che ora si permettono pure di dettare la politica economica. Siamo alla dittatura. Ma quando vi sveglierete signori onorevoli?

  3. Mi piacerebbe sapere quali
    Mi piacerebbe sapere quali rapporti ci possano essere fra i magistrati di Taranto (o i loro amici e/o parenti) ed i grandi gruppi siderurgici d’oltralpe e d’oltre oceano. Senza contare che la “fine dell’età del ferro” era nota, agli addetti ai lavori, da parecchi anni: ormai, per parecchie lavorazioni, specie d’avanguardia, i materiali metallici sono sostituiti da materiali sintetici o da compositi “bioartificiali”, i secondi in genere biodegradabili. Un mio collega del CNR, che studia compositi di questo genere, sapete da chi ha ottenuto una collaborazione per il loro uso pratico come materiali strutturali? Dall’industria polacca, perché quella italiana del settore non li ha neppure presi in considerazione. Questa è la “chiusura all’innovazione” dell’industria italiana. Ma un altro genere di “chiusura”, quello attuato dalla magistratura, ripeto che mi puzza parecchio.

  4. Caro Vanni, io parlavo solo
    Caro Vanni, io parlavo solo di intrallazzi con le multinazionali della siderurgia mondiale. Dopo di che torno a chiedere, da chimico – anche se del settore dei biomateriali e più in generale dei polimeri, e non della metallurgia – quali veleni organici, come il benzopirene e le diossine di cui hanno parlato stampa e TV, possano produrre le reazioni fra materiali inorganici come il carbone e gli ossidi di ferro, ed i metalli di transizione aggiunti in piccole quantità agli acciai detti una volta “speciali” (anche se oggi comunissimi, come l’inox delle nostre pentole). Certo, se come carbone s’usa “robaccia” come le ligniti maremmane e sulcitane, e poi si buttano per aria tutte le impurezze liberate dal carbone nella trasformazione in coke, allora l’inquinamento ambientale è garantito. Ma non è questa la prassi più razionale. Una buona cultura chimica imporrebbe di raccoglierle e di utilizzarle come materie prime per la “chimica fine”. Che non è lo stesso che la “fine della chimica” auspicata da certi pseudo-ambientalisti da strapazzo.

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