Sacconi: “La Cgil rifletta sul dialogo. Il Paese ha bisogno di tutti”

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Sacconi: “La Cgil rifletta sul dialogo. Il Paese ha bisogno di tutti”

22 Maggio 2009

"Dico agli amici della Cgil e all’amico Guglielmo che il paese in questo momento ha davvero bisogno di tutti e chiedo a loro di riflettere ed aprirsi al dialogo prima che con il governo con le altre organizzazioni rappresentative del lavoro. C’è bisongo di una grande coesione nazionale". È questo l’appello del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, al termine di lungo e applaudito intervento al XVI Congresso della Cisl.

"Chiedo alla Cgil di riflettere – ha detto il ministro – di aprirsi, prima che con il Governo, al dialogo vero, pieno, compiuto con le altre organizzazioni rappresentative del lavoro perchè, lo dico alla Catalano, è meglio avere organizzazioni sindacali unite nella modernità piuttosto che nella conservazione. In mezzo c’è spesso una realtà diversa". "Vogliamo davvero sperare – ha proseguito Sacconi – e presto agiremo in questo senso, in intese di modernità e di cambiamento con tutte le organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro. In questo momento abbiamo bisogno di piena e compiuta coesione nazionale".

Il titolare del dicastero del Lavoro chiede al sindacato "rosso" di assumersi la responsabilità di siglare le intese perché "non può essere la stessa cosa la firma o la non firma di una intesa". "Firmare – spiega Sacconi – significa assumersi la responsabilità perché le firme pesano, sono assunzione di responsabilità, danno titolo e forza. Le firme fanno la differenza e la capacità di rispettarle ancora di più". "È il tempo della modernità, del cambiamento nei valori di tutte le organizzazioni sindacali e datoria perché c’è bisogno, in questo momento, di una forte cosesione nazionale", ha spiegato.

Il ministro del Lavoro ha poi spiegato che esiste una convergenza tra il Libro Bianco e il documento congressuale della Cisl "non perché qualcuno abbia copiato qualcun altro, ma perché abbiamo recepito dalla Cisl e da altri, le indicazioni per elaborare soluzioni il più possibile , soluzioni condivise". Infatti, prosegue, "è un sindacato che concilia l’azione alla vision e noi abbiamo bisogno di azione, di risposte immediate e concrete, riferite a emergenze che richiedono interventi tempestivi inquadrando i provvedimenti in visione più ampia".

Sacconi si è inoltre difeso da chi, alludendo ai possibili riferimenti all’abolizione dell’articolo 18 nel ‘Libro bianco’ lo ha accusato di aver cambiato idea "al primo sollevamento di ciglia" di un’organizzazione sindacale. "Non mi vergogno di aver cambiato posizione, se questo è stato conseguenza di un confronto: la Cisl è una grande forza popolare e tra forze popolari, politiche e sociali dobbiamo cooperare". Per questo, secondo il ministro, solo la Cisl e la Uil hanno diritto di veto: "La Cisl ha il diritto di mettere qualche veto, così come la Uil che si è conquistata il diritto negoziale".