Sacconi: “Monti si adatta alla ‘sinistra-centro’, il PdL farà da argine”
23 Dicembre 2012
di Redazione
"Sono tra coloro che hanno richiamato il Presidente Monti alla responsabilità oggettiva e soggettiva di non consegnare l’Italia ad una sinistra pericolosa per la nazione nella difficile transizione che stiamo vivendo. Egli si trovava infatti nella condizione di poter essere accettato come federatore di tutti i moderati in alternativa alla coalizione guidata da Bersani e Vendola. Constato con amarezza che ha compiuto la scelta opposta, ovvero quella di sostenere una prospettiva di sinistra-centro alla quale ha adattato i contenuti della sua agenda", lo dice il senatore Maurizio Sacconi, ministro del lavoro nell’ultimo governo Berlusconi.
"Monti infatti 1) non cita nemmeno quei principi fondamentali della tradizione che la sinistra si accinge ad aggredire, dalla vita, alla famiglia naturale, alla libertà educativa 2) non riconosce la fragilità istituzionale e l’anomalia giudiziaria italiana rivolgendo segnali espliciti alla sinistra giustizialista 3) non indica quale concreta ipotesi di riforma per il lavoro limitandosi ipocritamente ad invocare semplificazione dopo avere prodotto complicazione delle tipologie contrattuali e minore propensione ad assumere".
"Il Popolo della Libertà," conclude Sacconi, "si assumerà fino in fondo l’onere di organizzare una diga alla sinistra italiana così lontana dalle socialdemocrazie europee e lo farà in coerenza con il popolarismo europeo ovunque alternativo ad esse".
