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Sacconi: “Servono subito gli Stati Generali della Bioetica”

ROMA - Oggi è il quarto anniversario della morte di Eluana Englaro, e questo giorno, in sua memoria, è diventato un giorno dedicato alla Giornata per gli stati vegetativi. Ieri si è riunito presso il ministero della Salute, con il ministro Renato Balduzzi, il Tavolo nazionale per fare il punto sull'assistenza a queste persone colpite da una gravissima forma di disabilità. Maurizio Sacconi, senatore del Pdl, era nel 2009 ministro del Lavoro e della Salute del governo Berlusconi, ritiene che lo stanziamento di venti milioni di euro deciso dal governo per l'assistenza a questi disabili sia insufficiente («meno di un terzo di quello che avevamo stanziato noi») e torna a chiedere «una legge che impedisca altri casi di eutanasia».

Perchè una legge?

Perché il provvedimento giudiziario su Eluana ha "creato" un rilevante precedente sulla vita. Le persone in stato vegetativo non sono in fine vita e idratazione e alimentazione non sono cure e tanto meno accanimento terapeutico. Non a caso tutti, anche i giornali stranieri, allora hanno titolato che il caso Englaro era il primo episodio di eutanasia in Italia. Eppure Eluana aveva attività cerebrale e tutte le funzioni vitali, potendo vivere a lungo in uno stato vegetativo che la scienza non sapeva e non sa definire dal punto di vista delle percezioni, della comunicazione con l'esterno e della possibile reversibilità. La stessa opera di disinformazione è stata fatta al momento della fine vita del cardinale Carlo Maria Martini, quando si è equivocato sul mancato accanimento terapeutico, che è persino doveroso ad un certo punto, e il ben diverso caso di Eluana, quello di una disabile grave che non e' prossima a morte.

Ma nella scorsa legislatura voi avevate la maggioranza parlamentare: perché una legge sul fine vita non l'avete fatta?

Noi abbiamo quasi completato l'iter della legge: mancava sono l'ultimo e terzo passaggio in Senato su alcune limitate modifiche apportate dalla Camera. Ma noi non eravamo più al governo, e Monti non ha voluto affrontare la situazione, vista l'opposizione del Partito democratico. Lo stesso impaccio di Monti lo vediamo in questa campagna elettorale: quando deve trattare di temi eticamente sensibili, non risponde direttamente agli interlocutori, ma legge delle risposte scritte già preparate. Si appella alla libertà di coscienza, ma in realtà si comporta come Ponzio Pilato».

Il ministro Balduzzi ieri ha annunciato fondi per circa 20 milioni di euro per l'assistenza a queste persone: a suo giudizio sono sufficienti?

E' meno di un terzo di quanto abbiamo stanziato noi, e bisogna garantire alle famiglie, sulla base delle nostre linee guida, un'assistenza omogenea sul territorio che invece è a macchia di leopardo.

Da parte sua Monti vi accusa di usare i temi eticamente sensibili come clava politica...

Gli rispondo che questi temi non sono poi così popolari, sono politicamente faticosi, impegnano a spiegare e motivare contro molti luoghi comuni. Tant'e' che lui evita di prendere posizione su di essi anche in vista di una possibile alleanza con la sinistra. Noi, che abbiamo una linea maggioritaria in favore della vita dal concepimento alla morte naturale, proponiamo, come qualche anno fa in Francia, gli Stati Generali sulla bioetica affinché si diffonda l'informazione e si possa produrre una larga condivisione. C'e un nesso inesorabile tra i temi antropologici, tra la visione dell'uomo e le stesse politiche economiche e sociali.

(tratto da Corriere della Sera)

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