Sakineh. Nirenstein (Pdl): “Comunità internazionale non abbassi la guardia”
02 Novembre 2010
di Redazione
"La comunità internazionale deve di nuovo prendere su di sé la responsabilità di fermare l’esecuzione di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, non solo perché siamo contrari alla pena di morte, ma anche perché si tratta di una condannata in base a leggi di onore che repellono la coscienza democratica e umanitaria che caratterizza i nostri ordinamenti". Lo comunica l’Onorevole Fiamma Nirenstein (Pdl), vicepresidente della Commissione Esteri a Montecitorio.
La Nirenstein sottolinea che chiedere la liberazione di Sakineh significa, oltre a prendere una posizione sulla pena di morte, anche intercedere per ognuna delle donne che come lei sono detenute nel carcere iraniano di Tabriz in attesa di esecuzione per il reato di adulterio. In Iran, solo nel 2010, sono state messe in atto 210 esecuzioni.
"Ad oggi – continua la vicepresidente – chiunque in Iran si è battuto per salvare Sakineh è stato imprigionato. Innanzitutto Sajjad Ghaderzadeh, il figlio di Sakineh; poi Javid Hutan Kian, l’avvocato della donna; oltre a loro, due giornalisti tedeschi che hanno intervistato l’avvocato il mese scorso e persino, proprio in questi giorni, l’avvocato che li difendeva".
La condanna della donna, sostiene, è la "prova della crudeltà di un regime che viola tutti i diritti umani, perseguita le donne e impicca gli omosessuali". La mobilitazione internazionale, conclude, deve essere ancora più forte.
