Home News Sale la tensione tra Giappone e Stati Uniti

Sale la tensione tra Giappone e Stati Uniti

0
89

Dopo i risultati delle elezioni del 29 luglio che hanno visto la clamorosa sconfitta del Partito Liberaldemocratico di Shinzo Abe, il rinnovo della legge antiterrorismo che garantisce agli USA l’appoggio delle forze di Difesa Marittima giapponese nell’Oceano Indiano per la lotta in Afghanistan  pare essere messo decisamente in discussione.

Il nuovo partito di maggioranza, il Partito Democratico di Ichiro Ozawa, ha infatti ribadito che non appena si presenterà la prossima occasione di voto su questa riforma porrà nuovamente il veto. Delle tre volte che venne approvata l’estensione di questa legge in passato, infatti, tutte e tre il Partito Democratico vi si oppose.

“Ci eravamo già dichiarati in modo contrario alla risoluzione in precedenza, non potremo quindi certo approvarla questa volta” ha ripetuto Ozawa la scorsa settimana in più occasioni, mettendo in allarme sia il partito di Abe che il governo americano.

“Se non riusciremo a far passare il rinnovo del progetto di legge, le fondamenta dell’alleanza con gli USA verranno messe in crisi” ha detto un portavoce del partito Liberaldemocratico.

Venerdì scorso John Negroponte, Segretario Deputato di Stato degli USA, ha tenuto una conferenza stampa presso l’ambasciata americana a Tokyo, subito dopo l’incontro con il Segretario Capo di Gabinetto Yasuhisa Shiozaki ed altri ufficiali di governo.

Negroponte, di ritorno dal suo viaggio di stato a Manila, ha fatto tappa a Tokyo apparentemente per ribadire l’impegno di Washington nell’agire da mediatore sullo spinoso problema del rapimento di cittadini giapponesi da parte del governo di Pyongyang in passato. In realtà la sua visita è sembrata tutt'altro che disgiunta dalle dichiarazioni di Ozawa dei giorni scorsi. Il segretario americano non si è infatti fatto sfuggire l’occasione per ribadire la necessità di estendere la legge speciale che autorizza le forze americane a rifornirsi di carburante dalle navi giapponesi stanziate nell’Oceano Indiano, provvedimento questo che scadrà il primo novembre di quest’anno. “Secondo il nostro punto di vista sarebbe dannoso per gli interessi internazionali se (le operazioni militari) venissero interrotte. Di conseguenza speriamo che esse possano continuare il che, da quanto ho inteso, è legato all’eventualità che questa legge venga estesa” ha dichiarato Negroponte durante la conferenza stampa .

L’ambasciatore degli USA in Giappone, Thomas Shieffer, ha in programma una serie di incontri con vari membri del partito di opposizione e, in occasione della stessa conferenza, ha espresso  l’intenzione di discutere direttamente della faccenda con Ozawa nel corso di questa settimana.

Quest’altalena di minacce e smentite, di rifiuti e proposte pare non essere ancora giunta a termine e probabilmente non se ne vedrà la fine finché non avverrà questo tanto atteso incontro tra Shieffer e Ozawa. Ma è proprio l’alone di aspettativa che circonda questo incontro – unico vero meeting ritenuto in qualche modo risolutivo - a dare il primo segnale che “qualcosa è cambiato” in Giappone e che non solo i cittadini giapponesi ma anche gli ambienti internazionali cominciano ad avvertire le conseguenze dei risultati delle elezioni del 29 luglio.

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here