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San Pietroburgo, il Comitato Investigativo: “L’attentatore è un kamikaze kirghiso”

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Secondo il Comitato Investigativo russo non ci sono dubbi: l’autore dell’attentato di ieri alla metropolitana di San Pietroburgo è Akbarzhon Jalilov, 22enne di origine kirghisa, nato il 1° Aprile 1995. Il suo Dna è stato rinvenuto sulla borsa in cui era contenuto l’ordigno inesploso rinvenuto nella stazione di Ploshchad Vosstania. E sempre secondo gli investigatori, Jalinov è l’unico autore dell’attentato kamikaze.

“A seguito dell’esame genetico e delle analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza – ha riferito la commissione – si ritiene che la persona che ha condotto l’attacco suicida ha anche lasciato una borsa contenente un congegno esplosivo a Ploshchad Vosstaniya”. Secondo l’agenzia russa Tass, l’uomo aveva legami con “miliziani siriani”. Ma la notizia non è stata confermata da fonti governative che, tuttavia, già nel pomeriggio di ieri hanno confermato di aver lanciato un'indagine per “terrorismo” sottolineando però che ogni altra ipotesi verrà analizzata. Le piste privilegiate, ad ogni modo, sono quella “estremista”, dunque di matrice islamica, e quella “nazionalista”.

Intanto emergono dettagli anche sul secondo ordigno nascosto nell’estintore, inesploso e ritrovato dagli inquirenti alla fermata Ploshchad Vosstania: “Doveva essere attivato da un telefono cellulare e non da un meccanismo a orologeria”, ha fatto sapere una fonte vicina alle indagini alla Tass. Circostanza che porta gli inquirenti a “non escludere” che pure la bomba esplosa sul vagone della metro possa essere stata innescata “a distanza” dai complici dell’attentatore, che forse “controllavano i suoi movimenti”. L’ordigno da un chilo di tritolo avrebbe provocato un numero ancora maggiore di vittime nel caso in cui fosse esploso.

Ma la tensione rimane comunque molto alta. Questa mattina la stazione Sennaya Ploschad è stata chiusa nuovamente in seguito ad un allarme scattato per una telefonata anonima. I servizi di sicurezza stanno eseguendo dei controlli. Sempre in mattinata anche la stazione Dostoyevskaya nel centro della città è stata chiusa, a causa del ritrovamento di un oggetto sospetto nei pressi dei binari. “Gli agenti stanno controllando la stazione Sennaya Ploshchad”, ha detto il servizio stampa del ministero delle Emergenze. “La stazione è chiusa, i treni procedono senza fermarsi”, ha aggiunto.

Insomma, sulla Russia cala nuovamente l’ombra del terrore. In attesa di capire chi c’è dietro l’attentatore e perché ha interesse a destabilizzare la Russia di Putin

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