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Sanders batte la Clinton nella “Rust Belt”, in frantumi il sogno obamiano

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Stato chiave, il Michigan. Per Donald Trump, che lo conquista mettendo un'altra bandierina verso la nomination repubblicana. Ma anche per il candidato democratico Bernie Sanders che si aggiudica lo stato della "Rust Belt", la cintura della ruggine, superando di un soffio Hillary Clinton, grazie al voto giovanile ma anche a quello della working class, che a quanto pare non ha un bel ricordo del bail in automobilistico di Obama.

 

Il senatore socialista del Vermont batte la Clinton di due punti, 50% contro il 48% dei voti di Hillary, che comunque conserva il vantaggio in termini di delegati. Il Michigan, cioè Detroit, cioè la capitale o ex capitale dell'auto, di quel sistema industriale distrutto dalla crisi; è da qui che Sanders ricorda a Hillary e all'establishment democratico che il partito, se vorrà vincere le elezioni, dovrà andare a sinistra, non al centro, che poi è l'obiettivo che il senatore del Vermont ha già ottenuto.

 

In Mississippi Hillary vince senza problemi contando sull'elettorato afroamericano, che almeno per le primarie sembra assicurargli la nomination. Trump invece conquista sia il Mississippi che il Michigan alla faccia di poteri forti e maggiorenti del partito repubblicano che gli hanno dichiarato guerra. "Non credo di aver mai sentito cosi' tante cose orribili dette su di me in una settimana", dice Trump, ''sono stato attaccato ferocemente", gli hanno dato anche del nazista, ma il Don ormai ha messo una ipoteca sulla nomination, "la gente è stufa del politicamente corretto".

 

Trump ha vinto anche alle Hawaii, mentre il candidato sostenuto dalla destra evangelica, Ted Cruz, si è imposto nello Idaho. Rubio, il candidato dell'establishment repubblicano, sembra ormai fuori dai giochi ma non si è ancora ritirato.

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