Sanità. Appalti truccati alla “banca del cordone ombelicale” di Sciacca
30 Aprile 2009
di Redazione
La guardia di finanza di Agrigento ha scoperto l’esistenza di appalti pilotati, con danni erariali per oltre 15 milioni di euro segnalati alla Corte dei Conti, per l’approvvigionamento di beni e servizi all’interno della banca del cordone ombelicale dell’azienda ospedaliera di Sciacca. 10 persone, tra medici, parasanitari e fornitori, sono indagati per turbata libertà degli incanti e truffa aggravata. La struttura, la seconda a livello mondiale per cordoni raccolti, è deputata, per l’intera Sicilia, alla raccolta e crioconservazione di sangue dal cordone ombelicale da cui vengono estratte, con finalità di trapianto successivo, cellule staminali ad alta capacità rigenerativa.
Già lo scorso anno la guardia di finanza aveva scoperto anomalie nella gestione degli appalti: con ricorso a trattative private in regime di urgenza quando non ve ne era bisogno, ed anomalie sui quantitativi acquistati, assolutamente sproporzionati, di reagenti e reattivi per la tipizzazione delle sacche di sangue cordonale rispetto a quelle pubblicate sulle banche dati mondiali che permettono il collegamento fra i soggetti che hanno bisogno di un trapianto e coloro che hanno le unità di sangue cordonale necessario.
La continuazione delle indagini ha permesso alle fiamme gialle di ipotizzare un quadro caratterizzato "da una gestione personalistica, fuori da ogni regola di buona amministrazione, violando le disposizioni interne dell’azienda ospedaliera". Nella banca del cordone ombelicale l’aggiudicazione di forniture sarebbe stata concordata preventivamente con ditte di gradimento degli indagati. In parallelo sono state scoperte delle omissioni inerenti la lavorazione del sangue contenuto nel cordone ombelicale donato dalle madri al momento del parto. Le cellule staminali presenti nel cordone ombelicale vengono trapiante nel caso di leucemie e midollo spinale malandato, ma alla banca di Sciacca, secondo la guardia di finanza, non sarebbero stati effettuati i necessari esami immunologici da compiere a 6 e 12 mesi dalla donazione sia sulla madreche sul bambino per evidenziare eventuali patologie infettive in icubazione all’atto della donazione.
