Sanitopoli pugliese, arrestato Frisullo alla vigilia delle elezioni

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Sanitopoli pugliese, arrestato Frisullo alla vigilia delle elezioni

19 Marzo 2010

A pochissimi giorni dalle elezioni regionali la politica pugliese torna nuovamente sotto il faro della magistratura. E’ di poche ore fa la notizia dell’arresto di Sandro Frisullo, ex vicepresidente della Regione Puglia ed uomo molto vicino al Presidente Nichi Vendola.

Oltre a Frisullo è stato disposto l’arresto anche per il direttore amministrativo della Asl di Lecce, Vincenzo Valente. Sono, invece, agli arresti domiciliari il primario del reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Lecce Antonio Montinaro e Roberto Andrioli, dirigente dell’area patrimonio della stessa Asl. 

Alla base di queste misure cautelari vi sono numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali, ma soprattutto le pesanti dichiarazioni dell’ormai noto imprenditore pugliese, Gianpaolo Tarantini.

Gli illeciti contestati sono associazione per reati contro la Pubblica Amministrazione e contro la Fede Pubblica, nell’ambito dell’attività svolta dalla ASL di Lecce nella gestione delle gare e delle trattative per l’acquisto di attrezzature sanitarie e strumentari chirurgici e per l’affidamento dei servizi da espletare nell’ambito delle relative strutture sanitarie. 

I magistrati della Procura di Bari sono convinti che Frisullo si sarebbe adoperato per aiutare il Gruppo Tarantini ad aggiudicarsi appalti ed ora potrebbe inquinare le prove a suo carico: ecco il motivo della misura cautelare in carcere.

In un’intercettazione telefonica Tarantini dice a Frisullo: “Voglio fare il business su Lecce”; il business, tra gli altri, riguarderebbe la fornitura di letti ospedalieri, di materiale e di attrezzature sanitarie per gli anni 2007 e 2008. Frisullo, accusato di associazione per delinquere e turbativa d’asta, per favorire Tarantini nelle gare d’appalto, avrebbe ricevuto in cambio dallo stesso “Giampi” somme di denaro in contanti (complessivamente 230mila euro), favori di natura sessuale con prostitute, l’uso di autovettura e autista, acquisti presso esercizi commerciali e servizi di pulizia settimanale nella propria abitazione. Venivano, così, sollecitati da Frisullo i pagamenti per le forniture effettuate dalla Tecno Hospital e dalla System Medical (le società di Tarantini) alla ASL di Bari guidata all’epoca da Lea Cosentino, oggi agli arresti domiciliari per falso e peculato.

Seconda l’accusa, l’ex vicepresidente della Regione Puglia avrebbe ricevuto da Tarantini 12 mila euro al mese per 11 mesi nel 2008, 150 mila euro in denaro, costosi capi di abbigliamento e buoni benzina. 

Il colpo inferto dalla magistratura barese al centrosinistra è molto pesante. “Penso che la politica debba sempre assumere un atteggiamento di assoluto rispetto nei confronti di chi ha il compito delicato e cruciale di accertare e perseguire i reati. Bisogna sempre rispettare il lavoro della magistratura, a Bari come a Trani”, ha detto il presidente della giunta regionale pugliese Vendola, attualmente ricandidato alla Regione. 

Il mondo politico commenta la notizia con minuziosa cautela. Persino lo sfidante candidato alla Presidenza della Regione Puglia per il PDL, Rocco Palese, piuttosto che condannare Frisullo e Vendola (allora come oggi alla guida della giunta) per le loro gravi responsabilità politiche, si dice garantista nei confronti di entrambi.  

Vendola, nominando Frisullo Vice Presidente della Regione, gli aveva affidato la gestione dell’amministrazione dell’ente e ne aveva richiesto le dimissioni ottenendole immediatamente. Lo aveva fatto, però, non appena era venuta fuori la notizia di possibili indagini. A quanto pare, fu dissennata anche la scelta di nominare Assessore alla Sanità della Regione, Alberto Tedesco, poi dimessosi perché coinvolto nella sanitopoli pugliese, ma subito divenuto Senatore della Repubblica, in seguito alle dimissioni del Sen. Paolo De Castro volato a Bruxelles. 

E’ molto probabile che le dichiarazioni di Gianpaolo Tarantini continueranno a creare disordine in Puglia. L’imprenditore, prima disposto a tutto pur di arricchire il suo patrimonio, è ora diventato una “gola profonda”.