Sarah. Il fratello Claudio pronto a rivelare ai pm nuovi particolari

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Sarah. Il fratello Claudio pronto a rivelare ai pm nuovi particolari

11 Ottobre 2010

È giunto pochi minuti fa in procura, a Taranto, Claudio Scazzi, fratello di Sarah, la quindicenne assassinata il 26 agosto scorso dallo zio Michele Misseri. Claudio Scazzi sarà ascoltato come ‘persona informata dei fatti’ dai pubblici ministeri inquirenti che chiederanno al giovane di chiarire il contenuto di alcune dichiarazioni che Claudio ha rilasciato ad alcune testate giornalistiche subito dopo il fermo dello zio.

In quelle circostanze Claudio Scazzi riferì che il giorno precedente la scomparsa della sorella, tra Sara e Sabrina ci fu un litigio perché la sorella aveva confidato alla cugina delle molestie ricevute dallo zio. Claudio aggiunse anche che se quelle confidenze la sorella le avesse fatte ai suoi famigliari essi stessi avrebbero preso immediatamente dei provvedimenti nei confronti dello zio.

Restano molti punti oscuri nell’omicidio di Sarah Scazzi. La Procura di Taranto indaga per capire se l’uccisione e l’occultamento del cadavere della 15enne di Avetrana siano avvenuti come raccontato dal reo confesso, lo zio Michele Misseri. I pm si chiedono se l’uomo abbia fatto tutto da solo o se sia stato coperto da qualcuno.

Nel corso della giornata dovrebbero essere ascoltati, oltre al fratello della ragazza, tutti i familiari e le persone vicine alla ragazza. I magistrati cercano nuove verità su quanto accaduto quel tragico pomeriggio del 26 agosto. Ma, soprattutto, la Procura di Taranto cerca di capire se a Michele Misseri siano bastati solo 12 minuti per strangolare la nipote e portare via il corpo dal garage, mentre moglie e figlie erano in casa, a pochi metri di distanza. Il dubbio è che qualcuno abbia coperto l’omicida almeno fino alle 16. A quell’ora, Misseri disse di aver telefonato a un cognato, secondo cui invece la telefonata avvenne alle 15.

L’assassino aveva inizialmente detto agli investigatori che non si era mai mosso da casa. Ricostruzione smentita dagli inquirenti: il cellulare di Misseri, tra le 15 e le 15,30 del 26 agosto, agganciò le celle telefoniche di Nardò, in provincia di Lecce, a pochi chilometri dal luogo dove è stata ritrovata Sarah, e non quelle di Avetrana, dove l’uomo disse di trovarsi mentre parlava al telefono col cognato.