Sardegna. Soru: “Invasione continua e violenta di Berlusconi”

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Sardegna. Soru: “Invasione continua e violenta di Berlusconi”

Sardegna. Soru: “Invasione continua e violenta di Berlusconi”

13 Febbraio 2009

"Conosco bene la Sardegna, so quanto sia indispensabile proteggerne il territorio, prima di tutto. Nell’idea dei sardi è legata la consapevolezza che possa nascere uno sviluppo sostenibile, ecocompatibile, capace di consegnare le nostre ricchezze alle generazioni dei nostri nipoti". Lo dice Renato Soru in un’intervista al settimanale "Left".

Ed a chi lo paragona al premier, Soru replica: "È vero, siamo due imprenditori. Ma le differenze tra noi sono assolute. Innanzitutto io mi assumo tutte le mie responsabilità mentre lui si fa proteggere contro ogni malefatta. Io – conclude l’esponente Pd – invito la gente a riflettere mentre lui cerca di privarla di quella parte più importante di se stessi che è la consapevolezza ed il senso critico".

Soru parla del suo sfidante, Ugo Capellacci: "Non è mai apparso. È l’anomalia di questa campagna elettorale l’invasione continua e violenta da parte del presidente del Consiglio venuto in Sardegna turbando quello che dovrebbe essere il normale svolgimento di una democratica competizione elettorale, intrattenendo la gente con barzellette spesso anche di cattivo gusto".

Volata finale quindi per la sfida tra Renato Soru e Ugo Cappellacci che si contendono, in un incerto testa a testa, la guida della Regione Sardegna. Il verdetto arriverà tra 48 ore, quando 1 milione e 400mila elettori sardi saranno chiamati a decidere sul futuro governo regionale dell’isola.

I candidati alla presidenza della Regione sono cinque, ma il vero match non può che essere tra il candidato del centrosinistra, Governatore uscente, e l’alfiere del centrodestra, che nelle ultime settimane ha guadagnato terreno, almeno stando a quel che dicono i sondaggi.

Rispetto alle elezioni regionali di cinque anni fa il quadro delle coalizioni in campo presenta novità non secondarie. Al fianco di Cappellacci, infatti, ci sono in questa tornata elettorale tutti i partiti della ex Cdl, ma con l’aggiunta della gran parte del Partito sardo d’Azione, per la prima volta insieme al centrodestra, e dell’Uds. Nel 2004 il Partito sardo d’Azione aveva ottenuto il 3,8% dei consensi e l’Uds il 3,7%, un bacino di voti che, a livello di coalizioni, potrebbe fare la differenza. Soru, invece, si presenterà con la stessa coalizione del 2004, con l’aggiunta dei transfughi del Partito sardo d’Azione, la lista "Rosso mori".

Gli elettori sardi andranno alle urne potendo contare sul meccanismo del voto disgiunto: si possono esprimere due voti, uno per un candidato presidente ed uno per una lista provinciale (anche non collegati), oppure solo un voto per un candidato presidente. E se il centrodestra mostra soddisfazione per i sondaggi sul voto alle coalizioni che indicano il Pdl in buon vantaggio sul centrosinistra, la vera sfida, quella più sentita, sarà quella tra i due candidati più forti nella corsa alla guida della Regione.

All’inizio della campagna elettorale, si sottolinea nelle file del centrodestra, Soru poteva contare su una maggiore popolarità, mentre Cappellacci doveva guadagnare punti sul versante della visibilità. Negli ultimi giorni i sondaggi in possesso del candidato del Pdl avevano fatto registrare un vantaggio di Cappellacci sul suo antagonista principale, ma si preannuncia comune una sfida all’ultimo voto.