Sarkò ottiene la riforma delle pensioni ma il caso Bettencourt scotta ancora

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Sarkò ottiene la riforma delle pensioni ma il caso Bettencourt scotta ancora

14 Luglio 2010

Nicolas Sarkozy non parlava in televisione dal 25 gennaio. Travolto dalla valanga di polemiche del caso Woerth-Bettencourt sul presunto finanziamento illecito della sua campagna elettorale, destabilizzato dallo scandalo “Blanc et Joyandet”, i due ministri che si sono dimessi per uso illegittimo di denaro pubblico (sperperato in sigari e voli privati) e appesantito dalle brutte notizie che si susseguono su un’economia sempre più in affanno, due sere fa monsieur le Président è tornato sotto i riflettori e davanti alle telecamere di France 2 per tentare di riprendere in mano le redini di una carrozza, la Francia, che stenta a procedere la sua corsa.

Lo ha fatto nel giorno in cui i sondaggi di gradimento lo davano al punto più basso da quando è presidente, sottoponendosi alle domande di David Pujadas nella posizione di chi tenta il possibile per salvare la faccia. Durante un’ora abbondante di intervista Sarkozy, più che spiegare ai francesi la riforma delle pensioni, presentata ieri in Parlamento, è stato costretto a difendere se stesso e il suo ministro del Lavoro Eric Woerth dal ‘vortice Liliane Bettencourt’; e così le due questioni che agitano il Paese, la riforma previdenziale e lo scandalo di mazzette, hanno finito per fondersi. “Eric Woerth è un uomo profondamente onesto, che in queste settimane ha subìto tutto con grande dignità. Ha la piena fiducia mia e degli altri ministri, non ho motivo per separarmi da lui”.

Questo l’esordio della chiacchierata dai giardini dell’Eliseo trasmessa in diretta tv a poche ore dalla perquisizione della polizia, su mandato della Procura di Nanterre, in sette abitazioni nell’ambito dell’inchiesta che lo ha visto arrivargli tra capo e collo una caterva di accuse. In particolare secondo le rilevazioni pubblicate a metà giugno dal sito Mediapart e dal settimanale Le Point, Bettencourt avrebbe donato 7.500 euro a un’associazione vicina all’attuale ministro del Lavoro e poi ottenuto un rimborso di 30 milioni dal fisco quando lo stesso Woerth era ministro del Bilancio.

Sarkozy, che durante tutta la sua escalation politica ha fatto della televisione la sua vetrina vincente, stavolta è apparso serio come non mai, col volto teso, smagrito, vagamente aggressivo. “È una vergogna”, ha affermato monsieur le Président sottolineando di “essere preparato” a uno scandalo di questo tipo, perché “sono stato eletto per risolvere i problemi della Francia, e questo si fa attraverso le riforme, compresa quella delle pensioni. Quando fai delle riforme dai fastidio a molta gente”. “Sulla stampa – ha continuato il presidente – ho letto le testimonianze del maggiordomo della Bettencourt. Non io, ma lui, ha detto che in 17 anni ha visto Sarkozy a casa Bettencourt per due o forse tre volte in occasione di pranzi a cui partecipavano anche altre personalità. Ve lo immaginate? Io che prendo bustarelle?”. “Vedere e andare a casa Bettencourt per due o tre volte in 17 anni – ha proseguito – vuol dire davvero essere un suo intimo? Invito tutti a ritrovare la ragione e ad occuparsi dei veri problemi della Francia”.

Richiamandolo per decine di volte l’intervistatore “monsieur Pujadas”, Sarkozy ha assolto completamente il suo ministro, destinato a “una causa più grande”. “Ho parlato con Woerth, gli ho detto che non ci sono più sospetti, che è completamente scagionato e che voglio che si consacri esclusivamente alla riforma delle pensioni”. Intanto, però, il presidente francese gli ha “consigliato” caldamente di abbandonare la responsabilità di tesoriere dell’Ump, che ricopre dal 2002, in modo da potersi “dedicare totalmente alle nuove misure”. Siamo sicuri che il candore del ministro non si possa in nessun modo mettere in discussione, dato che proprio qualche ora fa Woerth ha dimesso l’incarico – che decadrà ufficialmente il prossimo 30 luglio?

Intanto, però, in questa congiuntura particolarmente negativa qualcosa sembra muoversi a suo favore. Ieri, difatti, la tanto decantata riforma del sistema pensionistico, che rappresenta uno dei passi più importanti della reggenza Sarkozy, è stata approvata dal Consiglio dei Ministri e prevede, tra le altre cose,  l’innalzamento dell’età minima pensionabile a 62 anni. Il provvedimento passerà ora all’esame delle commissioni parlamentari, e sarà discusso dai due rami del Parlamento francese dopo la pausa estiva, a partire dal 7 settembre. Il governo spera in un’entrata in vigore “alla fine del mese di ottobre”. Sarà proprio allora che si avvierà un rimpasto di governo che rappresenterà “una nuova tappa della vita politica”. Il rinnovo della promessa di una Francia “irréprochable” basterà a farla uscire indenne dal baratro in cui sembra essere sprofondata?