Sarkò pensa che la tobin tax gli farà vincere le elezioni ma non è così
09 Gennaio 2012
Sarkozy ha deciso di andare per conto suo, sulla Tobin tax; non aspetterà che l’UE si metta d’accordo. Entro gennaio farà votare la legge dal suo Parlamento. Questo è quello che ha detto in tv; "si pagano le tasse su tutto; non vedo perché non le debbano pagare le transazioni finanziarie, i mercati delle azioni e delle obbligazioni; se gli altri non vogliono, pazienza; noi ci crediamo e andiamo avanti"; questo in sostanza il suo ragionamento. Niente di male, se non fosse per due minuscole questioni.
Come noto, i mercati finanziari sono mondializzati e cercheranno sempre di evitare le aree per loro tassate; quindi o la tassa la mettono tutti, oppure si rischia di fare un danno più grave dei vantaggi attesi; e già in Europa non tutti sono d’accordo; la Svezia provò a mettere questa tassa da sola e poi, visti i risultati, fu costretta ad abolirla. E’ quindi opinione corrente in Europa che o la tassa coinvolge tutti i mercati finanziari (e non solo europei) o è inutile o forse anche dannosa per chi la pratica.
Qualche mese fa i “Merk-ozy” dissero che saremmo potuti uscire dalla crisi dell’Euro , con una direzione politica della finanza dell’Unione e con una armonizzazione delle politiche fiscali dei singoli Paesi . Non solo queste due condizioni non hanno registrato alcun passo avanti; ma Sarkò ne sta annunciando uno importante indietro, rendendosene perfettamente conto.
Ma come gli è venuta in mente questa improvvisa accelerazione di una idea che stava nella testa di molti da tanto tempo? Qualche giorno prima aveva incontrato Monti; è vero che il “nostro” è malato di tax-mania ed è contagioso; ma Sarkò lo considera solo un bravo impiegato e si sarà premunito contro ogni eventuale contagio virale, fisicamente trasmettibile. La verità è che al momento i sondaggi dicono che perderà le elezioni presidenziali di fine aprile prossimo.
Sarkozy ha bisogno di soldi; e quindi cerca di arraffarli laddove ora sono (se non ci saranno più tra qualche mese, si vedrà dopo come abolire questa tassa). La situazione economica francese, nel suo complesso, è più vicina a quella italiana che a quella tedesca; e quindi il Presidente uscente cerca di mettere le toppe, laddove possibile. Non solo. Andare contro l’Europa piace all’elettorato, soprattutto se con scuse semplici e demagogiche, come "leviamo ai ricchi (il mondo finanziario) per dare ai poveri".
E quindi si aspetta un ritorno di voti dalla sua Robin Tax. E forse solo un ritorno di voti , perché da un punto di vista economico potrà essere più un boomerang, anche violento, che una misura fiscale efficace. D’altro lato nei sondaggi dopo questo annuncio Sarkò è andato dal 24 al 26 % nelle intenzioni di voto dei francesi ( Hollande suo più forte avversario , dal 27,5 al 28 % ); anche se al ballottaggio finale i sondaggisti danno Hollande al 54% e Sarkò al 46 %.
Nel frattempo è cominciata la campagna di Sarkò , ma anche di tutti gli altri candidati alle presidenziali, per “produrre e consumare francese “e diminuire le importazioni, a cominciare da quelle italiane e tedesche, come dice in TV Bayrou, il candidato centrista ,alla Casini, alle elezioni ( non cita le importazioni spagnole solo perché lui è di Pau nei Pirenei, al confine con la Spagna: tutto il mondo è …campanile). Con tanto di genuflessioni davanti alla statua di Giovanna d’Arco a Orleans, ammantata nel sacro tricolore. E l’Euro? E l’Europa? Belle parole nella forma; picconate nella sostanza. Basta saperlo e prenderne atto.
