Sarkozy e la Merkel dettano i tempi dell’Europa
12 Settembre 2007
In occasione del vertice a nord di Berlino, a Meeseberg il presidente francese Sarkozy e il
cancelliere tedesco Merkel hanno lanciato un appello congiunto per chiedere maggiore
trasparenza sui mercati finanziari. A preoccupare i due leader è la crisi
immobiliare americana che rischia di ripercuotersi anche in Europa. Quasi a
voler dire che, anche se è troppo presto per valutare il pieno impatto della
crisi del mercato dei mutui, prevenire per Francia e Germania è meglio che
curare. L’attenzione della Merkel e di Sarkozy si è concentrata dunque sulla
regolamentazione del mercato che deve proteggere gli investitori dagli
speculatori. Nel corso del comunicato congiunto indirizzato alla Presidenza
portoghese dell’Unione, il presidente francese ha richiamato all’etica il
capitalismo finanziario: «Vogliamo che misure a favore della trasparenza e
della responsabilit à siano introdotte per tutte le parti in causa comprese le
agenzie di rating, a livello europeo cosí come a livello globale – non si
tratta – ha aggiunto – di introdurre nuove e arbitrarie regolamentazioni.
Piuttosto si tratta di garantire una certa reciprocità, di creare in Europa le
stesse condizioni presenti in altri paesi».
Il richiamo a un mercato per gli
imprenditori che faccia crescere l’economia globale e che non sia di puro
appannaggio di pochi speculatori è stato pienamente condiviso dal cancelliere
Merkel che ha appoggiato l’intervento di Sarkozy. Dal vertice è nata anche la
proposta di creare un consiglio di saggi incaricato a livello europeo per dare
nuovo impulso al futuro dell’Unione europea. Come dovrebbe funzionare, quali
mansioni dovrebbe ricoprire e da chi dovrebbe essere formato il cosiddetto
‘consiglio dei saggi’ resta tuttavia un nodo irrisolto. Il cancelliere Merkel
si è limitata a osservare che tale organo dovrebbe essere formato da tecnici
per metterlo al riparo dalle influenze dei singoli Stati membri. Già in altre
occasioni il presidente francese aveva invitato l’unione europea a dotarsi al
più presto di una cerchia ristretta di dieci- dodici saggi di alto livello per fare
chiarezza sui nuovi obiettivi europei. Il presidente francese ha infine
invitato la Germania a rivedere la scelta di abbandonare l’energia atomica: «Germania
e Francia – ha ricordato Sarkozy – dovrebbero avere ambizioni simili nel
nucleare». La Merkel che personalmente non è contraria all’impiego dell’energia
nucleare è costretta alla cautela. Il
cancelliere deve infatti fare i conti con la SPD, tradizionalmente contraria al
ricorso di tale energia.
Eppure se vogliamo andare oltre alle apparenze che vedono piena sintonia
tra i due leader emergono due stili diversi nell’affrontare le medesime
questioni. Differenze di toni che esulano dalle polemiche che hanno investito
il ministro delle finanze Steinbrück, recentemente criticato a Brussel da
Sarkozy. ( Il Rheinische Post ha
sottolineato come Steinbrück sia stato inserito nella lista nera di Sarkozy per
le differenze di veduta sul tema dei tagli alle spese)
Da un lato lei, la pragmatica tedesca
riluttante a intervenire in economia per non deludere quel liberalismo che
tanto ha contribuito al successo della Repubblica di Bonn in piena guerra
fredda, dall’altro lui sicuro di sé nel tracciare nuovi confini nello spazio
europeo. Le differenze si sprecano poi nel corso della conferenza stampa, lui
chiama lei per nome, lei rispetta l’etichetta fino in fondo riferendosi a lui con
nome e cognome, spazientendolo visibilmente. Come ha evidenziato l’opinionista
Josef Joffe: «lui si pavoneggia, lei avanza a piccoli passi. Lui suona il rock,
lei gioca a scacchi». Due ritmi diversi che insieme dettano il tempo
dell’Europa.
