Sarkozy se la ride su Berlusconi, ma in patria è pieno di guai

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Sarkozy se la ride su Berlusconi, ma in patria è pieno di guai

Sarkozy se la ride su Berlusconi, ma in patria è pieno di guai

25 Ottobre 2011

Ridono; ma che ridono i presunti “locomotori” europei? La Merkel una buona ragione per ridere ce l’ha; è venuta dalla Germania comunista di Honecker e si è trovata cancelliera tedesca; un bel vivere e una bella dimostrazione di quanto i tedeschi tengano oggi al proprio Cancelliere. Ma Sarkozy, capo della Francia, detto Sarkò, di cosa potrà mai ridere?

Di Berlusconi? E perché mai? Gli sta antipatico? Non ce ne sarebbe motivo, a meno che il Berlusca nostrano non piaccia alla sua padrona Carlà, che dell’Italia sembra amare soprattutto le sciccherie, con caviale-champagne-intellos- se- gauscisti- meglio; e ciò sembra possibile, anzi molto probabile. Quindi si; gli sta antipatico.

Dell’Italia? I transalpini quando parlano degli italiani se la ridacchiano un po’ ; sembriamo loro poco seri, un po’ sottosviluppati mediterranei, arlecchini ; anche se ci riconoscono semi di genialità. Quindi è possibile che Sarkò, convinto di interpretare il ruolo del francese medio, dovendo parlare di Berlusconi, gli sia scappato da ridere.

Della Francia? Ecco qui avrebbe veramente poco da ridere. Le cose in Francia vanno male e per lui ancora peggio. Il debito pubblico, da cifre Eurostat, è di 1947 miliardi di euro (contro i 1600 italiani e i 2500 tedeschi, si fa per dire). La disoccupazione è del 9,8 %, e si crede che superi il 10 % nel prossimo anno.

Lo sviluppo registra già da due trimestri una crescita negativa, – 0,6 % e si prevede che non superi l’1 – 1,5 % in ragione d’anno, nei prossimi due anni (e in crisi sono soprattutto i servizi, che in un’ economia ad alta intensità tecnologica, non è questione di poco conto). Alcune grandi banche francesi sono a rischio fallimento, per aver speculato troppo sul debito greco (56 miliardi di euro). 

All’incirca 180 mila giovani ogni anno sono “persidivista”, cioè si ritirano dalle scuole e non si sa dove vadano. Il 53 % dei francesi è contro l’euro. Ad aprile -maggio 2012, ci saranno le elezioni presidenziali; e quindi già da ora la politica economica e sociale del Paese comincia ad essere ingessata ( sicuramente misure impopolari non saranno prese).

Sarkò appare alla Francia vera, sempre meno “francese”, nella forma e nei contenuti ( non dimentichiamo che è francese da una sola generazione ). Il suo score nei sondaggi è sceso a minimi storici per un Presidente della Repubblica ( sotto il 20 % ); rischia addirittura di arrivare terzo alle prossime presidenziali, dopo il socialista François Hollande, ma anche dopo Marine Le Pen, leader del Fronte Nazionale, che andrebbero così al ballottaggio, relegandolo alla pensione anticipata; e sembra che i suoi ne siano coscienti; sapendo di perdere, lo mandano al macello per levarselo di torno: e puntano al dopo.

Quindi Sarkò non avrebbe nulla da ridere (arriva a far pena perfino la recente sceneggiata montata assieme a Carlà per la nascita di una figlia ). E allora perché quel siparietto nevrotico della conferenza stampa con la Merkel a Bruxelles, a proposito di Berlusconi e dell’Italia?

Mah! Forse è vero quello che dicono oggi i comunicati ufficiali; ridevano solo perché non sapevano chi dei due doveva rispondere alla domanda sul loro incontro con Berlusconi. Già; ma perché loro due dovevano fare una conferenza stampa? L’ Europa dove è andata a finire?

E allora fa bene Ferrara a organizzare una risata collettiva a Piazza Farnese; se risulterà solo impropria , niente di male; l’ambasciatore di Francia riferirà al signor Presidente del glorioso esagono che questi italiani sono solo allegri e mattacchioni; e tra parentesi gli dovrà anche dire che, in queste condizioni, l’Europa ogni giorno esiste di meno.