Home News Sarkozy se la ride su Berlusconi, ma in patria è pieno di guai

Fastidioso Sarkasmo

Sarkozy se la ride su Berlusconi, ma in patria è pieno di guai

8
3

Ridono; ma che ridono i presunti “locomotori” europei? La Merkel una buona ragione per ridere ce l’ha; è venuta dalla Germania comunista di Honecker e si è trovata cancelliera tedesca; un bel vivere e una bella dimostrazione di quanto i tedeschi tengano oggi al proprio Cancelliere. Ma Sarkozy, capo della Francia, detto Sarkò, di cosa potrà mai ridere?

Di Berlusconi? E perché mai? Gli sta antipatico? Non ce ne sarebbe motivo, a meno che il Berlusca nostrano non piaccia alla sua padrona Carlà, che dell’Italia sembra amare soprattutto le sciccherie, con caviale-champagne-intellos- se- gauscisti- meglio; e ciò sembra possibile, anzi molto probabile. Quindi si; gli sta antipatico.

Dell’Italia? I transalpini quando parlano degli italiani se la ridacchiano un po’ ; sembriamo loro poco seri, un po’ sottosviluppati mediterranei, arlecchini ; anche se ci riconoscono semi di genialità. Quindi è possibile che Sarkò, convinto di interpretare il ruolo del francese medio, dovendo parlare di Berlusconi, gli sia scappato da ridere.

Della Francia? Ecco qui avrebbe veramente poco da ridere. Le cose in Francia vanno male e per lui ancora peggio. Il debito pubblico, da cifre Eurostat, è di 1947 miliardi di euro (contro i 1600 italiani e i 2500 tedeschi, si fa per dire). La disoccupazione è del 9,8 %, e si crede che superi il 10 % nel prossimo anno.

Lo sviluppo registra già da due trimestri una crescita negativa, - 0,6 % e si prevede che non superi l’1 – 1,5 % in ragione d’anno, nei prossimi due anni (e in crisi sono soprattutto i servizi, che in un’ economia ad alta intensità tecnologica, non è questione di poco conto). Alcune grandi banche francesi sono a rischio fallimento, per aver speculato troppo sul debito greco (56 miliardi di euro). 

All'incirca 180 mila giovani ogni anno sono “persidivista”, cioè si ritirano dalle scuole e non si sa dove vadano. Il 53 % dei francesi è contro l’euro. Ad aprile -maggio 2012, ci saranno le elezioni presidenziali; e quindi già da ora la politica economica e sociale del Paese comincia ad essere ingessata ( sicuramente misure impopolari non saranno prese).

Sarkò appare alla Francia vera, sempre meno “francese”, nella forma e nei contenuti ( non dimentichiamo che è francese da una sola generazione ). Il suo score nei sondaggi è sceso a minimi storici per un Presidente della Repubblica ( sotto il 20 % ); rischia addirittura di arrivare terzo alle prossime presidenziali, dopo il socialista François Hollande, ma anche dopo Marine Le Pen, leader del Fronte Nazionale, che andrebbero così al ballottaggio, relegandolo alla pensione anticipata; e sembra che i suoi ne siano coscienti; sapendo di perdere, lo mandano al macello per levarselo di torno: e puntano al dopo.

Quindi Sarkò non avrebbe nulla da ridere (arriva a far pena perfino la recente sceneggiata montata assieme a Carlà per la nascita di una figlia ). E allora perché quel siparietto nevrotico della conferenza stampa con la Merkel a Bruxelles, a proposito di Berlusconi e dell’Italia?

Mah! Forse è vero quello che dicono oggi i comunicati ufficiali; ridevano solo perché non sapevano chi dei due doveva rispondere alla domanda sul loro incontro con Berlusconi. Già; ma perché loro due dovevano fare una conferenza stampa? L’ Europa dove è andata a finire?

E allora fa bene Ferrara a organizzare una risata collettiva a Piazza Farnese; se risulterà solo impropria , niente di male; l’ambasciatore di Francia riferirà al signor Presidente del glorioso esagono che questi italiani sono solo allegri e mattacchioni; e tra parentesi gli dovrà anche dire che, in queste condizioni, l’Europa ogni giorno esiste di meno.

  •  
  •  

8 COMMENTS

  1. Balle
    Sarko ha ben donde di ridere dell’Italia visto che i francesi se la passano molto meglio di noi. Caro Inghilesi, lei ha un bel daffare a snocciolare le cifre dei “disastri” dell’economia francesi (risibili in confronto ai nostri… ops, si è forse dimenticato di dividere il debito pubblico francese per il pil? Si è forse dimenticato di rapportare il tasso di disoccupazione francese a quello italiano dello stesso periodo?), ma senza una migliore contestualizzazione le sue appaiono sterili critiche prive di fondamento.
    Dubito delle sue conoscenze economiche e, dopo un articolo del genere, pure della sua imparzialità.

    FG

  2. Dichiarate un debito di 1947
    Dichiarate un debito di 1947 miliardi di euro per la Francia e 1600 miliardi per l’Italia, ma facendo una veloce ricerca su internet risulta che il debito pubblico Francese ammonta all’86,2% del PIB francese nell’anno 2011: 2.130(PIB) / 100 x 86,2 1836 miliardi (e non 1947).Per l’Italia invece siamo a 1.899.553 miliardi di euro nel mese di agosto (e non 1600 come dichiarate VOI).
    Ma in fondo un miliardo in più, un miliardo in meno… che differenza c’è? …

  3. Sarkò
    come come? i francesi se la passano meglio? ma l’ha girata la Francia questo signore? Forse conosce solo il centro di Parigi!

  4. SICURI CHE VIVONO MEGLIO?
    Ho vissuto e lavorato in Francia, Germania (compresa quella ex orientale), Belgio, e Gran Bretagna, dove attualmente mi trovo. Se devo essere sincera, viviamo molto meglio noi, anche se, per quanto riguarda l’Italia, non ho esperienza delle regioni a sud di Roma. E’ vero che qui in Gran Bretagna si lavora meglio (e pure meno, rispetto a Milano si ha l’impressione di essere al rallentatore), ma l’indebitamento dei singoli cittadini, neonati inclusi (a prescindere da quello dello Stato), e’ molto elevato a causa del credito facile, delle carte di credito rateali, di un’applicazione scervellata del welfare che crea dipendenza assoluta dallo Stato, e via dicendo. Sullo stile di vita stendiamo un velo pietoso. Della Francia bisognerebbe ricordare che non ci sono solo il centro di Parigi, la Provenza, e i villaggi delle pubblicita’ Stella Artois – c’e’ anche molta bruttezza e una popolazione cinica, menefreghista e amorfa, non integrata, della quale come politico mi preoccuperei parecchio. Della Germania niente da dire: a parte certe aree veramente depresse e deprimenti nell’ex repubblica democratica, prevale davvero il desiderio di vivere comodamente, ordinatamente e senza turbamenti, e gli orari di apertura dei negozi (limitatissimi e penalizzanti per chi lavora) sono un bell’incentivo a spendere meno. Detto questo, sono contenta di non viverci piu’. Il Belgio preferisco non ricordarlo affatto.

  5. e allora dividiamo!

    Il
    e allora dividiamo!

    Il rapporto debito pubblico/Pil in Italia era del 121,5% nel 1995, è sceso al 119% nel 2010. In Francia, era del 55,5% nel 1995, è aumentato fino all’81,7% nel 2010. L’incremento principale è avvenuto proprio durante gli anni di Sarkozy: dal 63,9% del 2007 all’81,7% del 2010. Niente male.
    Stesso percorso intrapreso dalla Germania di Merkel: dal 55,6% del 1995 all’83,2% nel 2010. Da quando Angela Merkel è cancelliere, ossia dal 2005, il rapporto è salito dal 68% all’83,2%. Quello di Germania e Francia è quasi un cammino in fotocopia, e non si può certo dire che abbiano imboccato la strada giusta.
    Colpa della crisi? Forse, ma l’Italia dell’odiato Berlusconi si sta dimostrando più virtuosa. Mentre sotto la guida di Sarkozy e della Merkel il rapporto debito pubblico/pil è aumentato del 16% (Sarkò) e del 15% (Merkel), in Italia dal 2008 al 2010 è salito dal 106,9 al 119% (12%, quindi meno dei colleghi sapientoni), ma dal 2001 al 2006, in cui ha governato sempre Berlusconi, era sceso dal 108,8% al 106,6%.

  6. @Franco Garzelli
    Il mio papa’ ha un ristorante in Francia. Lo stato è invasivo come mai, il credito è talmente facile che la proprietà privata è praticamente inesistente, la pensione limitata a un tetto massimo indipendentemente dal quanto e come hai fatto nella vita. Lo stato ha la pretesa di provvedere a tutto da quando nasci a aquando muori. Insomma una piccola Unione Sovietica. Vivono meglio? Forse per chi non ha nulla da dire nella vita può avere un certo fascino, ma per un uomo che vuole essere libero dubito che possa trovare una qualche affinità. E’ un paese per pensionati, e non anagraficamente parlando, ma culturalmente. Le persone sono talmente deresponsabilizzate che non sono più in grado di vivere. No grazie, meglio qualche problema in più ma a casa mia lo Stato non ci entra.Ciao

  7. Povera Italia
    @Faria: spiacente, nonostante io sia residente in Francia non abito a Parigi, e la Francia la conosco abbastanza da potermi permettere certe affermazioni.

    @Annalisa Robinson: confermo che i cittadini italiani sono mediamente meno indebitati dei loro vicini europei. E’vero, la Francia non è Parigi, ma d’altronde, chi la tira in ballo siete voi. Mi sento comunque di smentire che i francesi siano «cinici, menefreghisti e amorfi, non integrati». Finora, a parte un solo caso, ho avuto soltanto esperienze positivissime da parte della popolazione francese, ivi incluso il personale della SNCF, che in confronto a Trenitalia si pone su un altro livello 🙂

    @Anonimo: LOL, non fai che confermare i miei dati: grazie, non ritenevo fosse necessario farlo ma se proprio ci tenevi… 🙂 Interessante come Berlusconi abbia sparato il debito pubblico italiano di 13 punti percentuali in soli due anni e mezzo, no? Chi riuscirebbe a fare altrettanto? 😀

    Saluti a tutti!

    FG

  8. Confermo.
    In Francia le cose non vanno tanto differenti da qui. Io ci vado spesso da quelle parti. In alcuni paesi addirittura hanno strade più sporche delle nostre.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here