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Dopo l'intervento del presidente francese

Sarkozy sull’immigrazione segue la linea di Maroni

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Chiacchierone: questo in sintesi il giudizio di gran parte dei 9 milioni di francesi che hanno visto il loro Presidente Sarkozy in TV il 25 sera (per più di due ore nel primo canale, che è privato). La trasmissione è stata bene orchestrata: prima un intervista di una quindicina di minuti al telegiornale delle 20; poi un incontro - moderato da Pernault - dello stesso TG1, con undici cittadini, espressione dei tanti problemi dei francesi; una diplomata senza lavoro; un pensionato; un sindacalista rigorosamente comunista, vecchia maniera; un immigrato, rigorosamente nero; un piccolo imprenditore; e così via. Sarkò, con grande mestiere, ha dato sempre ragione a tutti, dicendo poi la propria ragione, con tono logorroico cartesiano. Alcuni fatti nuovi sono emersi; entro l’anno ha promesso una riforma del sistema pensionistico, il più possibile condivisa dalle parti sociali e anche dall’opposizione “socialista”; si è inoltre dichiarato ferocemente contro le delocalizzazioni industriali francesi, a cominciare da quelle della “pubblica” Renault; quindi ha tirato su la bandiera antica della Nazione sul problema della cosiddetta “identità nazionale” senza una parola, o quasi, sull’Europa (qualche riferimento solo alla Germania). Il resto è stato un “déjà vu”, non privo di retorica.

Perché chiacchierone? Per la gente che sta con lui, perché un Presidente non deve parlare troppo, non deve essere troppo alla mano, non deve scendere i gradini della “grandeur” francese per mescolarsi alla gente in discussioni da bar. Per quelli che sono contro, perché continuano a pensare che questo Presidente parli molto e riesca a fare poco o niente.

In verità Sarkozy ha dimostrato di conoscere bene tutti i problemi discussi; ha parlato con cognizione di causa e mai a sproposito. Ha affrontato con sicurezza anche i due problemi oggi all’attenzione particolare dei media.

Il doppio incarico del Presidente Proglio, all’EDF (l’ENEL francese) e a Veolia (grande industria privata) per la misera retribuzione di circa 1,6 milioni di euro annui nella prima e di 450mila euro nella seconda. Ha difeso la sua scelta di Proglio a Presidente EDF, sostenendo che è uno dei migliori managers francesi, noto in tutto il mondo; lo ha anche consigliato prima di rinunciare all’ indennità di Veolia e poi di lasciarne la presidenza. Questo problema appare marginale, nel quadro dei problemi francesi attuali, ma è il segnale di un sistema politico molto debole, se l’opposizione lo cavalca, con grande impegno mediatico, nonostante conoscesse i fatti da almeno 6 mesi.

Lo sbarco di un centinaio di clandestini in Corsica. Forse è la prima volta che la Francia ha dovuto misurarsi con il problema di naufraghi raccattati nelle proprie spiaggie. Cosa ha fatto il Governo? Li ha arrestati tutti. Poi i giudici li hanno rimessi in libertà, tutti. Allora il Governo li ha affidati alla Croce Rossa, con il programma spiegato dal Presidente di rifocillarli, curarli e poi riaccompagnarli a casa loro,tutti. Salvo quelli che avranno diritto di asilo politico; poiché sembra che siano curdi, è probabile che la maggior parte di loro resti in Francia. La questione curiosa è che molta stampa francese, insufflata dai loro gaudenti inviati a Roma, ha dato dei fascisti e dei razzisti a Berlusconi e Maroni, fino a qualche giorno fa, per la politica del Governo nostrano sull’immigrazione (e anche nel caso specifico è stata adombrata l’ipotesi che siano stati i sardi a mandare il triste carico umano ai corsi). Appena si sono trovati davanti a qualche decina di disederati, con donne e bambini, oggetto di luridi commerci neo-schiavistici, si sono accorti che Maroni non ha mai avuto torto in materia. E Sarkò ha ripetuto in tono enfatico esattamente quello che Maroni pensa e fa con la dovuta modestia, ormai da qualche tempo.

Il 26 sera Martine Aubry, capo dei socialisti, ha denunciato nello stesso TG1 il vuoto del discorso presidenziale. Anche lei ha chiacchierato molto; e promesso tutto; con quali soldi? Levandoli alle banche e alle grandi fortune e dandoli ai poveri e agli emarginati, alla Robin Hood. Se l’opposizione è questa, i troppo ovvi ragionamenti cartesiani di Sarkozy vinceranno ancora, anche se probabilmente non alle prossime elezioni regionali, ove, sui problemi pratici del territorio, gli amministratori socialisti sembrano favoriti sugli altri.

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